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Eurobet scampa la censura

Eurobet scampa la censura 0001

Eurobet, una delle realtà più importanti in campo internazionale in materia di scommesse, è uno dei pochi bookmakers scampati alla lista nera dell'AAMS (vedi articolo dedicato). L'evento non è ovviamente frutto dal caso; cerchiamo di capire dalle dichiarazioni concesseci da Domenico Giovando (e già rilasciate ad Agiscommesse), Direttore operativo di Eurobet per il Mercato Internazionale, i punti forti che hanno permesso a questa compagnia di resistere alla campagna di inibizione dei siti dei bookmakers esteri condotta dallo Stato italiano.

"La recente acquisizione di Coral Eurobet da parte del Gruppo Gala ha fatto sì che si possa parlare oggi della più grande compagnia europea per quanto riguarda il settore integrato del gaming e del betting. Abbiamo più di 2,2 milioni di clienti sparsi nei vari continenti, essendo presenti in 120 Paesi ed operando con 18 lingue diverse e altrettanto innumerevoli valute. Basti pensare che soltanto in Inghilterra contiamo circa 1300 licenze. Numeri che, credo, rendano l'idea delle dimensioni della nostra Società, tra le più serie ed accreditate nel mondo. Ciò detto, confermo che alla base delle nostre scelte vi è sempre il rispetto delle leggi vigenti in ciascun Paese. Anche per quanto riguarda l'Italia, abbiamo adottato tale linea di comportamento, acquistando una concessione, a Genova (peraltro già operativa), che costituisce un primo punto di riferimento per la nostra attività in territorio italiano. Il nostro sito www.eurobet.it è attualmente in fase di costruzione, ma ritengo che, nel giro di una trentina di giorni, possa essere anch'esso pienamente in funzione. Attraverso il sito sarà quindi possibile registrarsi ed aprire un proprio conto personale. A tal proposito, ci avvarremo anche, sia per il rilascio delle card che per le ricariche stesse, dei nuovi punti vendita autorizzati - con i quali stipuleremo evidentemente degli accordi - così come previsto dal regolamento dei Monopoli di prossima emanazione. Ci tengo a dire che i nostri rapporti con Aams sono ottimi, anche se resta il fatto che, pur accettando quanto stabilito dal Governo italiano, non condividiamo, nello spirito, la decisione di oscurare i siti, un provvedimento che da noi, come in altri Paesi, non trova né troverebbe mai spazio, essendo Internet un luogo per definizione libero. Da noi, qualsiasi bookmaker straniero online può operare liberamente dal proprio Paese, senza incorrere in veti od oscuramenti di sorta. "

In risposta a una delle accuse che vengono mosse ai bookmakers stranieri con mercato in Italia, cioè quella della concorrenza sleale, facilitata dai vantaggi di guadagni senza imposte, Giovando replica "La concorrenza si fa all'interno del mercato, puntando - come facciamo noi - sull'affidabilità del proprio nome, del proprio prodotto e dei propri servizi, riuscendo ad essere competitivi anche sul fronte delle quote: è per questo che il pubblico ci sceglie. Vede, anche in Inghilterra vigeva un tempo una tassazione elevata che ha spinto molti di noi (da Eurobet a Ladbrokes, etc.), a trasferire, in passato, la propria sede altrove." Continua il direttore " Noi, in particolare, ci spostammo a Gibilterra. Lo Stato capì da subito che non sarebbe servito a nulla un eventuale oscuramento dei nostri siti e tanto meno una battaglia sul piano legale. Al contrario, ci richiamò, tutti, per discutere intorno ad un tavolo: le nostre richieste di una tassazione più bassa (ve n'era anche una sul giocatore!) vennero accolte e, a quel punto, rientrammo in Inghilterra. Oggi, lavoriamo tutti nella più assoluta serenità: il movimento di gioco è cresciuto del 40% e gli stessi introiti erariali dello Stato hanno avuto un incremento di circa il 15% rispetto a quando le tasse erano più alte!"

In riferimento invece all'altro cavallo di battaglia addotto in difesa del provvedimento censorio, ovvero l'argomento della tutela del giocatore da eventuali truffe, Giovando dichiara "Lo Stato italiano ha giustificato il proprio ruolo di controllore del gioco con motivi di "ordine pubblico", di cui, francamente, non vedo gli estremi. Quanto alla difesa del giocatore, le chiedo: se un concessionario regolarmente autorizzato dovesse un domani fallire, chi risarcirebbe il giocatore del danno subìto? I Monopoli? Non credo. E' per questo che l'argomentazione mi sembra pretestuosa."Aggiunge il quadro di Eurobet "Il cliente, del resto, sa bene con chi è preferibile giocare e la selezione, anche in un mercato aperto, si avrebbe ugualmente in favore dei soggetti onesti e credibili, a danno di quelli che operano in maniera illecita e disonesta. Quanto alle possibili battaglie legali penso che ve ne saranno di sicuro. So che molti altri bookmakers hanno intrapreso questa strada, che noi però non abbiamo voluto fare nostra, avendo scelto - come le dicevo - di entrare in Italia, un mercato che peraltro ci interessa molto, attenendoci a quanto la legge prescrive ed impone. Penso tuttavia che una soluzione andrà trovata, nell'interesse di tutti. "

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