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Dal Primo Gennaio 2007 Via Libera al Poker Online in Italia

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Da ormai un anno vi teniamo aggiornati sulle decisioni del governo in merito al gioco d'azzardo e alle scommesse online, questo nella speranza di poter annunciare l'avvento del gambling senza barriere. Questo giorno si sta avvicinando ed ora possiamo anche fare il conto alla rovescia che, guarda caso, coinciderà con quello per il nuovo anno. Dal 1° gennaio 2007, se non ci saranno ripensamenti, il gaming online verrà regolamentato e fortemente liberalizzato. Ovvero è finita l'epoca delle sale da poker oscurate.

Si è a lungo parlato dell'articolo 38 del decreto-legge Bersani-Visco (Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223 ). Le principali novità che questo prevedeva erano, in primo luogo, l'introduzione di due nuove tipologie di gioco via internet, rispettivamente i giochi di abilità e le scommesse a quota fissa, l'apertura di almeno 7 mila punti vendita di giochi a base sportiva con l'esclusione delle corse di cavalli e, ancora, via libera alle sale bingo per l'installazione di slot machine e di apparecchi di intrattenimento per i giochi di ippica, con l'attivazione di almeno 10 mila punti di vendita.

Ora la fine dell'anno si avvicina e, con essa, la data di attuazione delle riforme con le successive modifiche previste. Sempre con la volontà di "assicurare la tutela dei giocatori", al comma 1 del noto articolo si afferma che entro il 31 dicembre 2006 «saranno disciplinati: a) le scommesse a distanza a quota fissa con modalita' di interazione diretta tra i singoli giocatori b) i giochi di abilita' a distanza con vincita in denaro, nei quali il risultato dipende, in misura prevalente rispetto all'elemento aleatorio, dall'abilita' dei giocatori. L'aliquota d'imposta unica e' stabilita in misura pari al 3 per cento della somma giocata». Tutto questo, stando al decreto, «con effetti dal 1° gennaio 2007».

Detto in altre parole, dal 1° gennaio 2007 l'organizzazione dei giochi e del settore delle scommesse in Italia subirà un radicale cambiamento. Per quanto riguarda il mondo online, il "decreto sulle liberalizzazioni" permetterà innanzitutto agli scommettitori di giocare gli uni contro gli altri puntando su un evento per mezzo di una piattaforma telematica ma anche, ed è questo quello che ci riguarda più da vicino, di poter giocare online a poker e black jack nonché puntare nei casinò online.

La riforma porterà prevedibilmente all'assalto del mercato italiano da parte delle multinazionali che si muovono principalmente (ma non solo) via internet. Tra queste le più attive sono la Ladbrokes (che ha già approfittato in parte della liberalizzazione), Betfair, William Hill e Stanley. Tra i bookmaker stranieri proprio la Stanley Leisure aveva deciso di ricorrere alla Corte di Giustizia Europea per ottenere il permesso di raccogliere le giocate degli scommettitori italiani. Facendo leva sui precedenti giuridici, lo stato intendeva dimostrare che le leggi nazionali su gioco e scommesse non erano in contrasto con i principi europei sulla libera circolazione dei servizi. Proprio su questi stessi principi, però, le multinazionali del gioco hanno sollevato una serie di eccezioni di fronte ai giudici comunitari. La questione è stata risolta in sede giuridica nell'ambito della direttiva Ue sui servizi. Infatti, nonostante L'Unione Europea non regolamenti il gioco d'azzardo (non esistendo una legge europea che lo dichiari legale od illegale) e valgono quindi le legislazioni nazionali, l'atteggiamento italiano contrastava con la normativa europea sul libero scambio dei servizi. Il principio generale che ne è alla base è enunciato nell'art. 49 CE, primo comma: «nel quadro delle disposizioni seguenti, le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione».

Si tratta quindi di una importante apertura anche verso l'estero visto che la partecipazione alla procedura di selezione è riservata agli operatori di gioco che esercitano, in Italia o in altro Stato, sulla base di una autorizzazione rilasciata dall'autorità competente dello Stato in cui ha sede legale od eventualmente sede operativa, almeno una tipologia di gioco tra quelle oggetto della presente procedura di selezione o tra le altre facenti parte del portafoglio di giochi gestito da Aam.

Molti dei gruppi che intendono operare in Italia sono, appunto, inglesi, o situati in territori soggetti alla corona britannica. Molti hanno stabilito le proprie sedi a Malta o Gibilterra per godere di ulteriori benefici fiscali. Grazie proprio al favorevole regime tributario queste multinazionali sono in grado di offrire giochi competitivi, soprattutto dal punto di vista dell'entità dei premi. La larghissima parte delle società attive nella gestione dei casinò online utilizza sedi "offshore", ossia situate negli stati che consentono di gestire queste attività senza particolari controlli e beneficiando di un regime fiscale particolarmente favorevole. Al contrario, i grandi casinò operativi in Europa devono utilizzare regolari licenze emesse dai singoli stati dell'UE. Comunque tutti i casinò online presenti sul Web mondiale devono avere regolari licenze e sono sottoposti al rigoroso controllo di organismi no-profit che hanno appunto il ruolo di garantire ai giocatori l'affidabilità delle giocate e di gestione e pagamento delle vincite. Le società stesse che concedono in licenza i software per casinò e sale da poker online come la Microgaming e la Playtech sono sottoposte anche a controlli delle autorità di garanzia che confermano l'assenza e la reale casualità dei risultati. Nel decennio 1995-2005 si sono verificati otto casi di truffe a danno dei giocatori, il che lascia ben poco da dire alla presunta necessità di tutelare i giocatori sbandierata dalla AAMS.

Procedendo sulla strada della libera circoalzione dei beni nei territori comunitari, il governo ha avviato un procedimento di liberalizzazione che mira al contempo a rimettere in sesto le finanze dello stato. Proprio il settore delle scommesse e dei vari concorsi come Totocalcio, Totip, ecc. sembra il più adatto per raggiungere l'obbiettivo. il Governo prevede l'arrivo di un gettito erariale di 255 milioni di euro nel 2006, di circa 53 milioni di euro nel 2007 e di 62,6 milioni di euro nel 2008.

Non resta che attendere il nuovo anno per avere la possibilità di scommettere via internet nei casinò virtuali o di giocare a poker. Possibilità che ci è stata negata nel Febbraio scorso attraverso l'oscuramento dei casinò online, dei siti di scommesse e delle sale da poker online ad opera di AAMS.

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