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Online Poker: Chris Vaughn e Sorel 'Imper1um' Mizzi Parlano, Parte 2

Online Poker: Chris Vaughn e Sorel 'Imper1um' Mizzi Parlano, Parte 2 0001

Nella Parte Uno della nostra intervista con Sorel e Chris, abbiamo appreso di come sia avvenuta la vendita dell'account di Vaughn la notte della vittoria del Full Tilt $1 Million Guaranteed.

In questa seconda parte dell'intervista, racconteremo e discuteremo la reazione di Full Tilt e della comunità del poker. Inoltre, discuteremo della successiva vittoria di Vaughn al successivo PokerStars Sunday Million e di cosa Mizzi e Vaughn hanno fatto dopo.

John Caldwell: Allora, parliamo ora di come Full Tilt ha scoperto quanto successo. Qual è stata la prima comunicazione che avete ricevuto e quando avete saputo che era stata aperta un'inchiesta?

Chris Vaughn: Credo che qualcuno li abbia contattati ed abbia richiesto un'indagine. Credo che lo abbiano fatto congiuntamente su PokerStars e Full Tilt. Full Tilt ha avuto ragione di credere che le proprie regole fossero state violate. Hanno temporaneamente sospeso i nostri account per le indagini e da quel momento è iniziata la corrispondenza. Hanno fatto domande ed hanno fatto ricorso alle proprie tecnologie per comprendere cosa fosse successo. Le domande erano piuttosto sintetiche e spoglie, tipo: Cos'è successo? Ti sei disconnesso? Cose di questo genere.

JC: E quindi durante questo periodo il tuo account è stato congelato?

CV: Esatto.

JC: E il denaro – non hai potuto effettuare il cash out?

CV: Esatto.

JC: E quindi ora quel denaro è finito a Soren Kongsgaard? (Kongsgaard era il secondo classificato al torneo di Full Tilt in questione.)

CV: Si.

JC: Ti è stata ufficialmente comunicata la chiusura dell'account da parte di Full Tilt?

CV: Esatto.

JC: Allora, ti è arrivato un qualche tipo di comunicato nel quale ti veniva detto che non era gradita l'apertura di un altro tuo account presso di loro?

CV: Esatto, mi è arrivato.

JC: Allora, Sorel – Da parte tua. Come professionista di Internet, non credo che sapere di non poter giocare su Full Tilt sia come se a un giocatore di baseball venisse proibito di giocare nell'American League. Come questo, e l'attenzione a te rivolta, hanno però influito su di te?

Sorel Mizzi: L'attenzione che ho ricevuto è stata astronomica, sia in positivo sia in negativo. Dal lato estremo le minacce fisiche che ho ricevuto si sono duramente ripercosse su di me a livello mentale, anche se non le ritenevo credibili. Il mio obiettivo per il 2007 era di vincere il titolo di giocatore online dell'anno. Ero messo bene e sentivo di avere buone speranze. Ora l'impossibilità di aggiungere punti eliminando l'importante risorsa di Full Tilt Poker mi lascia poche chances. Ho ora molti limiti come professionista di poker online. Ho perso buoni amici e la mia credibilità.

JC: Cosa puoi dire allora in merito a questa esperienza?

SM: Beh, anzitutto vorrei iniziare con le scuse perché so che quello che ho fatto è sbagliato. Più ci penso e più ritengo di aver fatto male e quello che voglio che la comunità del poker sappia e che non lo farò mai più. Il mio focus primario era di giocare per il titolo di giocatore online dell'anno e con le risorse di Full Tilt eliminate credo che mi concentrerò maggiormente sull'arena del poker dal vivo. Spero le persone potranno perdonarmi per quanto fatto in modo che io possa continuare con la mia vita senza essere conosciuto con uno che imbroglia o che si dedica al multi-accounts, piuttosto vorrei essere ricordato per i miei risultati live e online. Questo è quanto spero esca da questa situazione.

JC: Hai fatto riferimento ad una questione che ritengo molto interessante. Hai detto che ci sono elementi buoni ed altri cattivi tra le reazioni. Parlami un po' delle reazioni positive. Credo che questo tipo di opinioni venga da coloro che sono nel mondo del poker online e che non vedono una tale azione come problematica è così?

SM: Ci sono state molte persone e molti messaggi personali ad essere positivi tra quelli che ho ricevuto. Ci sono molte persone che non credono sia una grossa cosa quello che ho fatto ma anziché postare nei forum preferiscono dirmelo privatamente. La verità è che la cosa è stata montata sproporzionatamente e che io ho già sofferto abbastanza. Voglio dire che ormai non posso più competere per il giocatore online dell'anno. Il mio account è stato giustamente chiuso da Full Tilt, ho perso molto denaro ed ho anche perso molte persone per questo affare. L'aspetto positivo è però che molti giocatori online mi sono stati vicini e molti mi hanno scritto messaggi personali, come ho detto, e mi assicurano di essere ancora miei amici e che ancora si fidano di me ed io ho realmente apprezzato questi commenti. Anche se ci sono molte persone che sembrano non ritenere tutto ciò un grosso affare, io comprendo sempre più che in realtà lo era.

Il sostegno che ho ricevuto sia dalla mia famiglia che dal gruppo interno dei miei amici mi ha realmente aiutato ad affrontare questa situazione disastrosa. Anche una volta arrivato a Las Vegas questa settimana per giocare al Venetian ed al Five Diamond, ho trovato molti professionisti che mi hanno preso da parte per offrirmi il loro aiuto. Mi è stato suggerito di comportarmi come sto facendo ora e di affrontare la questione in maniera professionale e con sincerità. Cosa più importante, fare luce sulla storia e presentare il tutto in modo professionale è stato fondamentale. Ma comunque, si, ho ricevuto molto supporto dalle persone che ho conosciuto nella comunità e molti credono io abbia ancora il potenziale per fare bene in futuro e che tutto questo non possa danneggiarmi troppo. Molte persone sono ottimiste sul fatto che la mia reputazione si riprenderà e che riavrò la credibilità che avevo una volta e tutto questo passerà – ed io spero davvero succeda presto.

JC: Chris, ritieni che sia corretto tu sia stato trattato in modo diverso in quanto rappresentante della categoria dei media del poker?

CV: A parte il fatto di essere uno che lavora nel poker, io credo chiunque acceda ad un torneo di poker debba essere trattato secondo lo stesso standard. Credo che qualsiasi giocatore al Sunday Million debba avere gli stessi standard etici che un giornalista di poker dovrebbe avere. Questo non vuole dire che i giornalisti di poker debbano avere standard superiori a quelli dei giocatori medi – o inferiori. E' qualcosa che, magari per l'opportunità concessami di lavorare per i media del poker, possono capire meglio di quanto possano gli altri perché io posso comprendere la storia del poker online e capisco il tipo di problemi che possono essere causati facendo cose del genere, perché lavoro per una rivista di poker. Io ovviamente avrei dovuto comportarmi in modo ben diverso, di sicuro.

JC: Allora, come hanno reagito quelli che lavorano in Bluff?

CV: Hanno constatato la pochezza della decisione che io ho preso nella mia vita privata. Mi sono comunque stati vicini. Sai, le persone con cui lavoro sono quelle che più mi sono state vicine in tutta questa faccenda. Ci sono state persone che mi hanno davvero aiutato molto e mi hanno offerto sostegno incondizionato tra i lavoratori. Loro, credo, hanno dimostrato grande carattere in tutto questo anche se li ho messi in una condizione nella quale non avrebbero nemmeno dovuto trovarsi.

JC: Come Chris Vaughn, nella veste di giocatore di poker online, come percepisci quello che accade attorno a te specialmente tra le persone dei media che dicono tu sia stato coinvolto in qualcosa di veramente brutto per il poker? Come pensi di affrontare tutto ciò e queste persone stesse?

CV: Sono arrabbiato con me stesso e mi aspetto che gli altri siano altrettanto arrabbiati con me. Vorrei ci fosse qualcosa che posso fare. Non c'è nulla da fare. Penso di dover solo ascoltare le loro preoccupazioni e rispondere. Non credo ci sia nessuna vera risposta comunque che io possa dare e che possa in qualche modo cambiare le cose. Posso scusarmi, mi scuso per me stesso e mi scuso per la rivista per la quale lavoro. Sapete, è imbarazzante – Io stesso mi sento imbarazzato.

JC: Chris, parliamo del Sunday Million che hai vinto il 28 ottobre. Ne abbiamo parlato più volte io e te. Tu hai sempre sostenuto di esserti seduto al tuo computer e di aver giocato quel torneo assolutamente senza alcuna assistenza di altri giocatoi, è così?

CV: Esatto.

JC: Ok, ed ogni indizio sembra indicare che sia davvero così. Hai qualcosa da dire in merito a Stars che è stata in contatto con te per tutto questo tempo?

CV: No, assolutamente nulla.

JC: Ed il tuo account è ancora aperto ed attivo?

CV: Certo. Gioco li tutto il tempo.

JC: Ultima domanda per entrambi, cominciamo con te Chris. Chi credi abbia avuto la peggio da questa situazione?

CV: Entrambi abbiamo sofferto molto per questa situazione. Abbiamo subito duri colpi. Duri colpi in molti modi. Difficile dire. Tu chiedi se "mi sento male." Il modo corretto per dirlo è che mi spiace. E' difficile alzarsi e pensare a questo ogni giorno. Lo meritiamo? Probabilmente. Sai è una dura lezione quella che abbiamo appreso – ti svegli al mattino, provi a non leggere i post, li leggi. La maggior parte delle giornate rovinata, il mese intero è rovinato e quello che si può fare è confrontarsi con gli eventi di ogni giorno. Ma credo sia giusto accettare la colpa e sentirsi male. Credo ci si debba sentire male soprattutto per i giocatori che hanno partecipato al torneo nel quale un inganno li ha privati del denaro. Improvvisamente e senza saperlo si trovavano contro un professionista.

JC: Sorel, la stessa domanda per te. Chi credi abbia patito il peggio in questa situazione?

SM: Mi sembra sia stato male per me quanto lo è stato per Chris e per gli altri giocatori in gara. Ad essere assolutamente onesto, non ho subito pensato alle conseguenze per gli altri giocatori. Semplicemente era stata una pessima domenica per me e mi si è presentata l'occasione per rimediare ed ero emozionato a quell'idea. Penso però che tutti quanti abbiamo sofferto allo stesso modo. Anche il sito di poker ha sofferto un po'. Vedere quella cifra di denaro rimossa dai nostri account e per Chris essere coinvolto come rispettato membro di un noto media è stato difficile. E' una situazione terribile per tutti ed è qualcosa che non dovrebbe succedere mai e credo che abbiamo sofferto tutti in egual misura. Io vorrei essere un ambasciatore del poker perché lo amo e amo tutto ciò che lo riguarda e sento che sarà qualcosa che mi vedrà impegnato a lungo.

JC: Sorel, quando qualcuno ti vede in un torneo, cosa vuoi che sappia?

SM: Vorrei che pensassero ad un giovane ventunenne naïve che ha commesso un errore che sta cercando di mettersi alle spalle. Credo di essere cresciuto attraverso questa esperienza e molta della mia morale e di ciò che credevo sono cambiati. Voglio che gli altri pensino che ho raggiunto una maggiore maturità e che questo è qualcosa che non rifarò più.

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