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I November Nine 2013. Newhouse è sicuro: con gli errori ho imparato a gestire soldi e tornei

I November Nine 2013. Newhouse è sicuro: con gli errori ho imparato a gestire soldi e tornei 0001

Continuiamo nella nostra approfondita disamina dei November Nine delle World Series Of Poker 2013, dopo esserci occupati nei giorni scorsi di Sylvain Loosli che siederà al posto 1 e di Michiel Brummelhuis.

Oggi ci spostiamo quindi al posto numero 3 che tra qualche mese sarà occupato da Mark Newhouse.

Originario di Chapel Hill, NC, Newhouse è stato un assiduo frequentatore del poker online per buona parte del decennio appena trascorso e si può certamente considerare uno di quei professionisti che galleggiano (o almeno fino ad oggi galleggiavano), con buoni risultati ma senza mai compiere quel salto decisivo che tutti i giocatori sognano per la propria carriera.

Newhouse, che ora risiede a Los Angeles, California, è ormai dal 2006 che gioca il Main Event alle World Series, ma prima di quest'anno in una sola occasione ha terminato "in the money", esattamente nel 2011, 182° posto per 47.107$. Lo statunitense ha centrato in tutto 6 piazzamenti alle WSOP che gli hanno valso complessivamente 152.725$, il che significa che i 733.224$ che ha già in tasca per la conquista del tavolo finale di questo Main Event, rappresentano di gran lunga la sua più grossa vincita in carriera durante i Campionati del Mondo di Las Vegas.

Anche se alle WSOP Newhouse fino a oggi non aveva mai lasciato un'impronta indelebile, egli è riuscito nell'impresa di conquistare un titolo WPT al Borgata Open del 2006 ad Atlantic City quando, dopo aver pagato un buy in da 9.700$, Newhouse si mise dietro un field di 545 partenti totali, intascando una prima moneta da 1.519.000 dollari.

Una curiosità che interessa "l'uomo della strada": che fine hanno fatto quei soli?

"Ho preso tutta una serie di decisioni sbagliate dopo quella vittoria", ci ha detto Newhouse, "in questo momento sono una persona decisamente diversa da quella che ero allora e credo di essere sulla strada giusta. Sono un uomo in ricostruzione. Ho commesso tutti gli errori possibili e immaginabili per chi fa parte di questo ambiente ma credo di avere imparato molto da essi. La dimostrazione la sto avendo anche e soprattutto in questi giorni, subito dopo la sbornia di felicità dei giorni successivi alla conquista del tavolo finale, durante i quali sto facendo scelte decisamente oculate, o almeno credo. Ovviamente costruire una nuova vita è molto più lungo e faticoso che distruggerla. una costruzione può durare tanti anni, una distruzione si può completare in pochi giorni. Ma uno stile di vita sano, un'etica del lavoro rigida e un po' di disciplina mi fanno vedere i miei obiettivi meno distanti di un tempo"

Newhouse inizierà il suo final table con il secondo stack più corto con 7,35 milioni in chips e, soprattutto, con 4 dei 5 stack più alti alla sua sinistra, cosa che non gli permetterà di raccogliere piatti con tanta facilità e inoltre alla sua destra, al posto 1 e 2, ha Loosli e Brummelhuis, che gli metteranno pressione a causa del loro stack non certo altissimo.

Il carattere di Newhouse sarà molto probabilmente decisivo per il suo risultato; egli ha la spavalderia del giovane giocatore abituato a giocare cash game coi più forti, ma se questo può essere positivo sotto certi aspetti, per altri potrebbe essere invece assolutamente controproducente.

Ecco un'intervista al November Nine Newhouse di Sarah Grant:

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