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Operazione Gambling: Indagato Il Figlio Dell'ex Primo Ministro Maltese

Operazione Gambling

David Gonzi, figlio dell'ex Primo Ministro maltese Lawrence Gonzi, è stato ufficialmente incluso nelle indagini avviate un paio di settimane fa dall'Antimafia, note come Operazione Gambling.

Secondo il The Times of Malta, il nome di Gonzi apparirebbe più volte nel documento da 700 pagine inviato settimana scorsa dagli investigatori al tribunale che si occupa del caso. In un comunicato stampa dello scorso 29 luglio, Gonzi aveva negato tutte le accuse, definendo "non corretto" il report redatto dalle autorità italiane.

Gonzi ha spiegato di aver "già intrapreso le azioni necessarie a fornire tutte le informazioni alle autorità maltesi, incluse Malta Financial Services Authority (MFSA) and Financial Intelligence Analysis Unit (FIAU)".

David Gonzi
David Gonzi \[Foto: Gonzi.com.mt\]

Della possibilità che Gonzi facesse parte delle indagini si parlava già lo scorso 22 luglio, quando l'operazione ribattezzata appunto "Gambling" ha condotto all'arresto di 41 persone, oltre al sequestro di 82 siti di gambling online e di beni e denaro per oltre 2 miliardi di euro.

Le autorità italiane ritengono che la 'ndrangheta abbia utilizzato diverse aziende di gambling con licenza maltese per riciclare denaro sporco.

Secondo il magistrato che si occupa delle indagini preliminari, Caterina Catalano, le operazioni illegali sarebbero state condotte principalmente da Uniq Group Limited, una compagnia che si occupa di gambling fondata nel 2010 e guidata da Mario "Mariolino" Gennaro. Gennaro è noto per la sua estrema vicinanza proprio alla 'ndrangheta.

Concentratasi inizialmente sul gioco online, l'azienda ha allargato velocemente il suo buisiness aprendo 500 punti gioco in Italia, nonostante la compagnia non possegga nessuna licenza per offrire gioco d'azzardo o scommesse nel nostro Paese. Le autorità credono che Gennaro abbia deciso di fondare la compagnia a Malta perché le norme sul gioco del paese gli permettevano di evitare gli accurati controlli dell'Antimafia italiana sul riciclaggio di denaro.

Anche se a Gonzi non è stato attribuito un ruolo attivo nelle operazioni di Uniq Group, la sua posizione è considerata meritevole di indagini dalle autorità italiane, dato che stiamo parlando di un azionista di un'azienda che si chiama GVM Holdings, la quale forniva servizi fiduciari all'Uniq Group.

"Dai primi contatti, risalenti a ottobre 2013, a quando sono diventato direttore [di GVM Holdings] a dicembre 2014, non abbiamo mai avuto motivo di sospettare che le compagnie citate nelle indagini fossero coinvolte in attività illecite a Malta o altrove", ha spiegato Gonzi. "È stato solo in base a queste considerazioni che le suddette compagnie sono state accettate come clienti da GVM".

BetuniQ
L'ufficio di BetuniQ a Malt

A sua difesa, Gonzi ha affermato inoltre che "in tutti i casi di compagnie che hanno una licenza di gioco, le autorità maltesi avviano processi di due diligence rigorosi ed estesi, per verificare che i beneficiari ultimi siano persone rispettabili. Nel caso dei clienti di GVM, inclusi quelli sotto indagine, la Maltese Gaming Authority (MGA) e le banche delle compagnie stesse avevano completato con successo il processo di due diligence".

Inoltre, Gonzi ha detto che GVM ha condotto un processo separato per investigare sulle operazioni dei suoi clienti. "GVM ha condotto il suo personale processo di due diligence per accertarsi della rispettabilità dei soggetti".

Il processo di due diligence include la richiesta di copie certificate dei passaporti degli azionisti principali, la prova dell'indirizzo di residenza e le copie delle fedine penali.

Anche se Gonzi è l'unico membro di GVM citato esplicitamente nelle indagini, non è escluso che le autorità italiane continuino a raccogliere informazioni sul coinvolgimento della compagnia nelle presunte attività illegali, per capire se qualche altro membro di GVM - incluso l'ex primo ministro maltese, Gonzi senior - abbia avuto un ruolo nel facilitare le operazioni di Uniq Group sull'isola.

"Questa è Solo la Punta dell'Iceberg"

Le ombre gettate dalle indagini sull'efficacia della normativa maltese sul gioco d'azzardo sono interpretate come un segnale che potrebbe influenzare pesantemente lo sviluppo dell'industria del gambling sull'isola.

Con oltre 8.000 lavoratori sparsi per circa 250 operatori con licenza, l'iGaming è stata la seconda fonte di reddito maltese nel 2014, contribuendo a quasi il 12% del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell'isola.

Agli occhi delle autorità maltesi, questo numero dovrebbe crescere in futuro, grazie anche a un progetto da 200 milioni di euro chiamato Smart City, che punta ad attirare a Malta altre compagnie che si occupano di gambling e di tecnologia.

"[Smart City] è stata costruita con una spina dorsale di infrastrutture per supportare questo genere di compagnie", ha dichiarato qualche giorno fa il CEO del progetto di sviluppo, Anthony Tabone. "Le proprietà sono basate sul successo di Dubai Internet City, Dubai Media City e Dubai Knowledge Village

Ad ogni modo, secondo il fondatore di Gaming Legal Group, il noto avvocato specializzato nel gioco Bas Jongmans, l'aumento del numero di compagnie di iGaming a Malta potrebbe rappresentare una minaccia seria al corretto funzionamento delle leggi sul gioco d'azzardo - un rischio che toccherebbe anche i giocatori e gli operatori del resto dell'Europa.

Bas Jongmans
Bas Jongmans

"Esistono problemi che devono essere affrontati, e il numero di aziende di gambling gestite dalle società fiduciarie è uno di quelli", ha dichiarato Jongmans a PokerNews. "Vedo molte fiduciarie che continuano ad accettare clienti: bisogna parlare di questa tendenza".

Anche se un numero più alto di aziende con sede e licenza sull'isola aiuterebbe la crescita dell'economia locale, aumenterebbe anche il rischio che le autorità e le società fiduciarie non abbiano più le risorse necessarie per effettuare controlli efficaci.

"È molto interessante capire come dovrebbero funzionare le fiduciarie e confrontare la teoria con ciò che abbiamo oggi", ha continuato Jongmans. "Uno dei problemi principali di oggi è che le compagnie che dovrebbero gestire tutte le informazioni relative alle aziende che hanno o desiderano una licenza di gambling non hanno i mezzi per seguire tutto. Non hanno i mezzi per porre tutte le domande che andrebbero chieste, né per verificare le risposte. Sfortunatamente, dati i quattrini che alcune società fiduciarie guadagnano grazie ai loro servizi, è difficile prevedere un cambiamento nel prossimo futuro".

Secondo Jongmans, questa è soltanto "la punta dell'iceberg" dell'operazione che ha condotto alla chiusura di numerose aziende di gambling connesse alla 'ndrangheta e che ha portato a mettere in dubbio le pratiche di una fiduciaria ben nota come la GVM.

"Le società fiduciarie hanno troppi clienti: io credo che non possano controllare come dovrebbero", ha affermato Jongmans. "Una fiduciaria dovrebbe sempre sapere cosa combinano i suoi clienti, e questo è praticamente impossibile quando ne hai a centinaia".

I Politici Italiani Chiedono Controlli Più Severi Sul Gambling

Nel frattempo, le indagini hanno scatenato il dibattito anche in Italia, dove i rappresentanti di tutti i principali partiti del Parlamento hanno lodato il lavoro degli investigatori, chiedendo al governo controlli più severi sulle attività legate al gioco d'azzardo.

Giovanni Paglia
Giovanni Paglia \[Foto: giovannipaglia.it\]

"L'Operazione Gambling dimostra che il gioco d'azzardo è una fonte di denaro importante per la criminalità organizzata, e che l'Italia ha bisogno di misure urgente per porre un freno a tutto ciò", hanno commentato Massimo Baroni e Matteo Mantero, due membri del parlamento italiano e del secondo partito politico del Paese, il Movimento 5 Stelle (M5S).

"Negli anni precedenti, l'offerta di servizi di gambling è aumentata esponenzialmente, anche perché si diceva che ciò limitasse le attività illegali legate al gioco", hanno aggiunto i due. "Oggi possiamo vedere che questo approccio si è rivelato sbagliato: la criminalità organizzata è penetrata nell'industria legale del gioco d'azzardo e lo utilizza per accrescere il suo business e per riciclare il denaro".

Secondo un altro membro del Parlamento italiano, Giovanni Paglia di Sinistra, Ecologia e Libertà, il Governo italiano deve "intraprendere azioni immediate per modificare il modo in cui le autorità controllano le compagnie che operano nel settore del gambling".

Image courtesy of The Times of Malta

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