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Ci Siamo: la Liquidità Condivisa Nel Poker Online è Realtà!

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Liquidità condivisa poker online

L’abbiamo attesa per anni, l’abbiamo chiamata a gran voce, finalmente è arrivata: la liquidità condivisa europea nel poker online sarà ratificata il prossimo giovedì 6 luglio nella nostra splendida capitale, Roma.

Gli enti regolatori italiani (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), francesi (ARJEL), spagnoli (DGOJ) e portoghesi (Serviço de. Inspeção de Jogos do Turismo de Portugal) hanno confermato di aver raggiunto l’accordo tanto anelato da tutti gli appassionati di poker online del Vecchio Continente.

In un comunicato stampa pubblicato oggi, l’ARJEL ha dichiarato che l’accordo ”pone le basi per la cooperazione tra le autorità che hanno firmato in questo contesto e sarà seguito da ulteriori passi necessari all’interno di ciascuna giurisdizione coinvolta, sì da permettere effettivamente la liquidità ai tavoli da poker”.

E Ora Che Cosa ci Aspetta?

Per capire come si comporteranno i vari Paesi coinvolti in termini di tassazione (ciascuna nazione ha il proprio regime fiscale applicato al gioco online), quanto dovremo aspettare prima che l’accordo entri in vigore e quali saranno le responsabilità degli organi regolatori in ciascun mercato, dovremo aspettare dopo la cerimonia di firma del documento.

Quel che è certo è che da tempo aspettavamo l’accordo per la liquidità europea condivisa, da più parti visto come uno dei modi più efficaci – e forse il più efficace – per aiutare il settore del poker online a correggere quel trend negativo di cui il mercato soffre ormai da anni.

Come Sarà la Liquidità Condivisa Europea?

È ancora presto per rispondere a questa domanda. Quello che possiamo già dare per certo è che ci vorranno ancora dei mesi prima che il meccanismo si metta in pratica. Probabilmente, possiamo aspettarci il via alla liquidità condivisa europea a partire da gennaio 2018 – anche se naturalmente speriamo si faccia più in fretta.

Con la liquidità condivisa, i giocatori di Portogallo, Spagna, Italia e Francia potranno sfidarsi, abbattendo così i confini dei mercati nazionali nei quali sono stati segregati in questi ultimi anni.

Probabilmente, altri Paesi si uniranno col tempo all’accordo, come ad esempio Austria e Finlandia, che hanno già una loro liquidità condivisa.

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