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Strategia per lo Stud Poker: Migliora e Passa

Strategia per lo Stud Poker: Migliora e Passa 0001

Lo stud a sette carte è un gioco complicato, lo è molto più dell'hold'em. I giocatori di successo sia nello stud che nell'hold'em devono seguire i round di puntata degli avversari per poter individuare cos'hanno in mano. I giocatori sia di stud sia di hold'em devono comprendere bene quali possibilità di sviluppo hanno le proprie starting hands. Entrambi devono sapere come si calcolano gli 'outs' e devono conoscere pot odds e implied odds. Solo nello stud però i bravi giocatori devono tenere traccia delle carte esposte dei propri avversari. La consapevolezza e memoria di queste carte, sia quelle in gioco che quelle già fondate, permette ai bravi giocatori di stud di valutare meglio le possibilità di miglioramento che hanno le proprie mani.

Sapere, ad esempio, che tre carte a cuori sono state foldate durante la mano in corso potrebbe convincere un giocatore di stud a decidere che giocare un progetto per un colore a fiori non vale la spesa.

Le carte scoperte costituiscono informazioni aggiuntive messe a disposizione dei giocatori di stud. Queste stesse informazioni possono, al contrario di quanto sembra suggerire la ragione, indurre i giocatori ad un'errata valutazione delle proprie mani.

Nell'hold'em, le mani dei giocatori si sviluppano simultaneamente ed in modo identico con lo sviluppo della board che viene progressivamente rivelata a flop, turn e river. Tutti i giocatori condividono la stessa board. Tutti assistono al suo progredire. Di conseguenza, tutti fatta forse eccezione per i meno esperti, sono consapevoli che una terza carta dello stesso seme scoperta al river potrebbe voler significare il colore per l'avversario. I giocatori con una doppia coppia sono di conseguenza più prudenti quando valutano le puntate. I giocatori che al turn cercano di chiudere un progetto di scala quando ci sono tre cate dello stesso seme sul tavolo dovranno essere altrettanto cauti sapendo che il loro progetto, anche se chiuso, potrebbe non bastare.

Nello stud però, i giocatori sono spesso così concentrati sulle proprie mani e sul loro sviluppo che non prestano alcuna attenzione al valore relativo di queste mani in confronto allo sviluppo di quelle degli avversari e di quello che potrebbero avere in mano.

Questo vale in particolar modo per i giocatori inesperti o solo di livello intermedio, giocatori che hanno capito quali starting hands giocare e quali scartare. Questi aspettano una o comunque poche potenti mani, ne ricevono una, e quindi se questa migliora come sperato, la giocano fino al river. Quello che questi giocatori non capiscono è che un miglioramento assoluto non vale quanto un miglioramento relativo.

Ecco un esempio preso da una mia recente partita. I giocatori seduti al tavolo erano piuttosto soft e si limitavano principalmente a chiamare. Un giocatore era più serio anche se non necessariamente più capace. Aveva capito l'importanza di passare le starting hands mediocri, ma non aveva appreso l'importanza di guardarsi attorno e valutare la propria mano in relazione al resto delle mani in gioco.

Ha iniziato con tre carte a colore alla third street. Ha chiamato come hanno fatto altri quattro giocatori. Alla fourth street ha trovato la quarta carta dello stesso seme. Due dei suoi avversari hanno trovato allo stesso tempo la coppia con la carta scoperta. La più alta delle due coppie effettua una puntata doppia. L'altro giocatore rilancia. Il giocatore con le quattro carte a colore chiama.

E' stato un call terribile. Vero che aveva quattro carte a colore e tutte le carte per il punto ancora live e quindi con il 50% di chance di chiudere il colore. Ma si trovava contro almeno uno o due tris. Questi avevano inoltre circa il 50% di possibilità di chiudere un full. Avrebbe dovuto passare il proprio progetto di colore.

Ecco un altro esempio. Un giocatore con una split pair di jack rilancia il bring-in. Due giocatori con due overcards chiamano. Il primo con un king, il secondo con un queen. Alla fourth street il giocatore con gli split jacks riceve una carta ininfluente. Il giocatore con un king trova un asso. L'altro giocatore riceve un sei:

(J 4) J 2

(x x) K A

(x x) Q 6

Il secondo e terzo giocatore fanno check ed il primo giocatore con la sua coppia di jacks, punta. Gli altri due giocatori chiamano.

Alla fifth street il giocatore con i jacks riceve un altro due; il secondo giocatore riceve una carta inutile ed il terzo giocatore riceve un jack. Nessuno suited.

(J 4) J 2 2

(x x) K A 4

(x x) Q 6 J

Il primo giocatore, ora con una doppia coppia, punta. Il secondo rilancia. Il terzo rilancia ancora. Il primo giocatore chiama e lo stesso fa il secondo.

Il primo giocatore ha fatto un call terribile. A mano che uno dei suoi due avversari sia un maniaco, un'osservazione logica richiede qui un fold.

E' vero che il primo giocatore ha migliorato il proprio punto, ma la serie di puntate ha dimostrato che nonostante il miglioramento la sua mano è molto, molto dietro. Il secondo giocatore ha almeno una doppia coppia al re o all'asso. Il terzo ha quasi sicuramente un tris di sei o di donne. In ogni caso, una doppia al jacks con un jack già perso è una mano che difficilmente sarà vincente.

Il problema per i giocatori di stud è che iniziano imparando il valore delle mani. Nell'hold'em però, dato che tutte le mani derivano da una board comune, i giocatori capiscono immediatamente che il valore della propria mano è relativo.

Nello stud, i giocatori sono sommersi di dati avendo da valutare fino a otto carte scoperte. E' facile per loro perdersi e concentrarsi solo sul valore della propria mano dimenticando che anche gli avversari possono migliorare i propri punti o ricevere carte che rendono meno verosimile un nostro miglioramento.

Il miglioramento della nostra mano e' relativo. Attenti all'evoluzione dei punti degli avversari e sappiate foldare

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