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Quello che dobbiamo fare da spettatori di una mano: il decalogo

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I tempi morti fanno parte del poker. Soprattutto di quello live, dove il gioco non può essere fluido come in quello online. Eppure anche questi tempi morti, possono essere sfruttati per crescere. Come? Seguendo un decalogo di consigli, o meglio regole, a cui tutti dovremmo attenerci.

Quando avvengono questi tempi morti? Mentre altri due o più giocatori si stanno sfidando in una mano e noi invece abbiamo foldato preflop. Un momento utile per riordinare le idee, fare il punto della situazione, captare possibili tell dei giocatori coinvolti e studiare gli stessi player.

A questo si aggiungono una serie di piccoli o grandi accorgimenti che possono fare la differenza nel lungo periodo.

Vediamo cosa dobbiamo fare.

Il pot va sempre contato a mente

So che può sembrare abbastanza squalificante (e soprattutto a chi gioca solo online inutile) ma vi giuro che non lo è. La grandezza del piatto spesso dovrà per forza di cose entrare nelle vostre decisioni, soprattutto in quelle più difficili. I giocatori esperti sanno contare in corsa le dimensioni del piatto nella loro mente senza alcuno sforzo perché hanno fatto veramente tanta pratica.

Per qualsiasi altra persona però, contare il piatto può essere un lavoro difficile: abituatevi a farlo quindi anche quando non siete direttamente coinvolti nella mano. Dopo un po’ di tempo vi verrà naturale e questo è proprio lo scopo cui dovete tendere.

Anche le carte scartate sono fondamentali

Questo è fondamentale per gli stud game, ove vi sono carte scoperte, ma siccome è una skill fondamentale per ogni gioco di carte preferisco menzionarla anche a favore di chi gioca solo texas hold’em. Il saper contare le carte vi permette di costruire una forte capacità di memoria, che ovviamente è trasferibile in tutte le forme di poker e vi permetterà di ricordare più facilmente per esempio l’azione al tavolo e gli stili dei vostri avversari.

Il replay mentale della mano

Riavvolgete il nastro e provate a ricordare come si è sviluppata la mano. Per esempio immediatamente prima del flop dovreste ricordare: “il giocatore in terza posizione ha puntato 600 chips; il bottone ha chiamato così come lo small blind e il big blind”.

Provate a tenere la narrazione della mano nella vostra mente aggiungendo una parte della vostra storia alla fine di ogni giro di puntate. Così nel nostro esempio dopo il flop dovreste pensare “il giocatore in terza posizione ha fatto un minimum raise; il bottone ha chimato così come lo small blind e il big blind; dopo il flop, lo small blind e il big blind hanno fatto check, l’original raiser ha puntato 1000 chips e tutti hanno foldato eccetto il big blind, che ha chiamato”.

Inizialmente vi servirà un po’ di pratica ma vi aiuterà a ricordare le giocate tipo dei vostri avversari quando sarete coinvolti in una mano.

Lo stile dei giocatori

Osservate gli stili di ogni avversario, uno alla volta. Osservate chi è solito chiamare e chi è solito passare. Dopo un po’, provate a etichettarli come “loose” o “tight”. Ovviamente dovreste poi essere pronti a mutare la vostra idea durante il torneo, ma anche solo dopo una decina di minuti dovreste girare attorno al tavolo mentalmente e, partendo dall’avversario alla vostra sinistra, dire a voi stessi: “loose, loose, tight, loose, tight, loose, loose, tight”.

Con un po’ di pratica dovreste modificare le vostre valutazioni con un’altra caratterizzazione, dividendo i vostri avversari in aggressivi o passivi, e poi mischiare queste due caratteristiche con le prime due in modo da poter considerare ogni giocatore o loose-passive, o loose-aggressive, o tight-passive o ancora tight-aggressive.

Range: prova a posizionare ogni giocatore

Questo punto rappresenta un ottimo test per capire quanto buone siano le vostre capacità di osservazione e la vostra memoria. Usando le informazioni generate dall’osservazione, dovreste essere capaci di trarre conclusioni abbastanza verosimili sulla bontà delle mani dei vostri avversari, anche se non siete direttamente coinvolti nella mano.

Gli appunti non passano mai di moda

Potete prendere appunti, anche se state giocando dal vivo. Usate il tempo in cui non siete coinvolti in una mano per ripercorrere su un foglio le mani, le azioni, gli avversari incontrati e le decisioni che avete preso. Vi sarà utilissimo successivamente (anche a fine torneo) per ricanalizzare il vostro gioco e per scoprire quali errori avete fatto.

Indicizzare i rivali per caratteristiche

Se state, osservando i vostri avversari avrete molte informazioni che potranno esservi utili in futuro: non provate però a ricordare solo con la memoria tale informazioni. Dimentichereste tutto sicuramente e mischierete le varie informazioni. Usate il tempo che avete tra una mano foldata e l’altra per scrivere le caratteristiche osservate dei vostri avversari. Ancora meglio se riuscirete a scrivere note più dettagliate.

Anche gli appunti su di noi sono decisivi

Appuntatevi come vi può vedere un determinato giocatore magari perché avete visto bruttissime carte mentre eravate al tavolo con lui (e siete così apparsi come un giocatore estremamente tight, anche se non è il vostro gioco usuale) o perché siete stati beccati in bluff un paio di volte sempre dallo stesso avversario.

Gli amici fanno sempre comodo

Un giocatore amico alla vostra sinistra spesso crederà alle vostre puntate e non opererà su di voi continui rilanci. Ci sono milioni di modi per essere gentili al tavolo ed è importante voi lo siate con chi vi sta a fianco dalla parte sinistra del tavolo. Avere amico tale giocatore, vi darà un vantaggio strategico quando vorrete che egli giochi contro di voi in maniera soft.

Martellare il giocatore a destra

Essere amici di tutti i giocatori al tavolo sarebbe l’ideale ma se non siete questo tipo di giocatore potete tranquillamente cercare di scuotere con il sarcasmo l’avversario alla vostra destra. Giocando alla sua sinistra potrete isolarlo qualora fosse in tilt o qualora giocasse in maniera poco corretta contro di voi proprio perché l’avrete infastidito.

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Nel mondo del giornalismo sportivo da quando avevo 16 anni, ho all'attivo quasi 800 radiocronache di eventi sportivi e quasi 20 mila articoli sportivi. Da 20 anni nel mondo del poker, del betting e del gaming. Cavallo di battaglia: "Amici Miei".

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