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Alec Torelli: quattro segreti per non andare broke!

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Alec Torelli é un giocatore di poker professionista che viene dalla California ma che regolarmente é in giro per il mondo.

Torelli ha vinto più di 1.5 milioni di dollari in tornei live e più di 500.000 dollari in tornei online. Fra i suoi maggiori risultati: due final table alle World Series of Poker e due final table al World Poker Tour.

Nella Season 5 Alec Torelli è stato anche PokerStars.it Guest per le tappe dell'Italian Poker Tour.

Potete seguire Alec su Twitter, Facebook o attraverso il suo popolare Blog.

Il denaro è uno strumento indispensabile per un giocatore di poker. Quando finisce, non si può più giocare. Tuttavia, quando si tratta di swing e bankroll management, sapere ‘cosa’ fare con i soldi e sapere ‘come’ farlo sono due cose molto diverse. Qui ci concentreremo sul ‘come’.

Era l’estate del 2008, e stavo andando davvero forte. Le carte erano sempre dalla mia parte. Ho vinto, speso e vissuto come se potesse continuare per sempre. È strano come qualcosa di così semplice come un gioco da tavolo possa farci sentire invincibili.

Il poker ha un suo modo speciale per riportarci coi piedi per terra. Un grossa somma di dollari dopo, ho imparato una lezione dolorosa, costosa: vincere non è mai altrettanto eccitante di quando sia doloroso perdere. In pratica, più soldi si hanno meno ci si dovrebbe preoccupare di guadagnarli, e più ci si dovrebbe impegnare a tenerseli da parte.

Mi ci è voluto più di un anno per recuperare. Ho dovuto abbassare drasticamente gli stakes e ho fatto l’unica cosa che potevo: grindare. Mi sono concentrato su abilità come la gestione del bankroll e la valutazione del rischio, e ho elaborato regole per decidere a che livello giocare e quando a prendermi shots. Ecco cosa ho imparato:

1) Fissati un obiettivo

Gli scopi del prefissarsi degli obiettivi sono molti: avere motivazioni per giocare al nostro meglio, rendere il gioco più divertente e stimolante, monitorare i nostri progressi e liberarci dal peso della scelta. L’attrazione verso giochi grandi è che si possono vincere un sacco di soldi in sola una sessione. Ma se so che questo mese voglio giocare 100 ore e fare $10.000 (supponendo di guadagnare $100 all’ora), improvvisamente, sono meno costretto a prendermi shots per arrivarci. Quando ho un proposito che è motivante, stimolante ma anche raggiungibile, modifico le mie priorità verso un obiettivo meno impulsivo, a lungo termine.

2) Cambia il mindset

Se qualcuno mi chiede come sto andando nel poker, la mia risposta è sempre la stessa: sono even. La logica è questa. In questo momento c’è solo il presente, non c’è cambiamento. Qualunque downswing abbia avuto, qualsiasi mano abbia perso appartiene al passato.

Cosa vuol dire alla fine la frase ‘Sto vincendo?’ Si riferisce ad oggi? A questa settimana? A quest’anno? Posso sempre essere su o giù. La risposta è arbitraria e cambia a dipendere dal periodo di tempo a cui ci riferiamo. Concetti come ‘vincere’ e ‘perdere’ esistono solo nella nostra mente. In questo preciso momento siamo sempre even.

So che sto facendo il mio dovere quando non mi lamento di aver foldato per dieci ore. Dopotutto, se è vero che sono sempre even, ogni mano è la mia prima mano.

Gli unici momenti in cui prendo in considerazione i miei swings è quando temo che miei opponents giochino in modo diverso per prendersene vantaggio.

3) Gioca con indifferenza

Come faccio a sapere se sto giocando secondo le mie possibilità? Quando gioco, voglio sentirmi abbastanza a mio agio da poter andare all in con un bluff, ma nel contempo sentire una fitta di dolore nel caso che perda.

Se riesco a portare il mio bluff fino in fondo, ed avvertire comunque un senso di bruciore qualora lo scoprano, allora significa sto giocando con perfetto equilibrio.

4) Mettiti alla prova

Sento di giocare con la giusta indifferenza quando non tifo affinché escano determinate carte. L’auspicare un certo risultato potrebbe influenzare il nostro processo di decisionale.

Ricordati, il compito di un professionista è quello di analizzare le informazioni ed utilizzarle per prendere la miglior decisione possibile senza preoccuparsi del risultato.

Posso sperare di vincere senza farmi prendere dall’emotività. E, a sessione finita, sono libero di festeggiare. E anche di preoccuparmene.

Perdere un milione di dollari non è un problema…. se hai a disposizione un miliardo. Indipendentemente dagli stakes, ci si deve assicurare una cifra sufficiente per resistere agli swings del gioco.

E quali swings possiamo aspettarci? Nel cash game, almeno 60 buy-in sono necessari. (In una partita $50/$100, con un buy in di $10.000, serve un bankroll da $600.000). Più soldi servono invece per i tornei. Mi piace usare questi simulatori di varianza per cash games e tornei al fine di vedere quanto incida la fortuna, in particolare nei tornei, dove il miglior giocatore del mondo può passare una vita intera senza vincere mai.

Infine, non confondere il bankroll con il patrimonio. Non sono la stessa cosa. Il primo dovrebbe sempre essere solo una fetta dell’intera torta. Gioca solo coi i soldi che hai destinato al poker e non andrai mai broke!

Ed ora vorrei sentire la tua. Cosa hai imparato dai tuoi swings? Condividi la tua esperienza in un commento! La tua storia può essere d’inspirazione per gli altri!

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