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PokerNews WSOP 'Nove di Novembre' da vicino: Kelly Kim

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Kelly Kim deve sapere le probabilità che ci sono contro di lui. Il 31enne professionista di poker proveniente da Whittier, California, un sobborgo di Los Angeles, sta andando verso il tavolo finale del Main Event WSOP 2008 con solo 2,620,000 in chips. Quando il gioco riprenderà ci saranno 21 minuti e 50 secondi rimasti nel Livello 33 che, con i bui a 120,000-240,000 e 30,000 di ante, danno a Kim un "fattore M" di solo 4. E' l'ora di all-in o fold per Kim. Ma nessuno tra quelli che conoscono Kim, o che l'hanno visto giocare durante le ultime ore di gioco dell'ultimo giorno, lo considerano spacciato.

Originario della California, Kim era all'ultimo posto tra i tredici giocatori rimasti all'inizio del Day 7. Mentre la bolla del tavolo finale si avvicinava, è riuscito a sopravvivere ad altri quattro giocatori mentre resisteva con il suo micro-stack. Aspettando pazientemente, evitando di scontrarsi con gli stack più grossi senza avere il punto, usando quelle chips che aveva per rubare qualche buio e ante, Kim ha guardato uno a uno i giocatori mentre cadevano, avvicinandosi al suo obiettivo. La sua tenacia e pazienza l'hanno ripagato quando Dean Hamrick è stato eliminato al decimo posto, garantendo a Kim un posto al tavolo finale dove è ancora in corsa per il primo premio da 9 milioni di dollari. Con la sua reputazione di eccellente giocatore short-stack, Kim può essere messo male, ma di certo non è ancora fuori. Come ha detto in un'intervista poco dopo aver raggiunto il final table, "Ovviamente sono in una condiziona critica, ma se raddoppio o triplico subito all'inizio poi me la gioco."

Kim, a cui va il nickname "KK," ha iniziato a giocare a poker nel 1995, mentre era studente all'UC San Diego. Dopo la laurea, ha lavorato nel marketing come analista finanziario; ma dopo qualche anno, ha mollato per dedicarsi a giocare a poker a tempo pieno. Nel 2003, Kim era un regular nell'ambiente del poker a Los Angeles, giocando la maggior parte dei tornei NLHE. Ha fatto una gran partenza, vincendo l'evento Grand Slam of Poker NLHE all'Hustler Casino nel Luglio 2003, sconfiggendo Chad Brown in heads-up e portando a casa $21,990.

Da allora, Kim è andato a premi oltre 35 volte nei tornei maggiori e ha accumulato vincite ai tornei live per oltre $350,000. Tra le sue più grosse vincite ci sono 2 premi alle WSOP del 2007 e otto premi agli eventi del World Poker Tour. Il più grosso premio di Kim prima di quest'estate è stato nell'evento NLHE L.A. Poker Classic nel 2006, dove ha chiuso al terzo posto per $62,201. Undici giorni dopo è andato a premi ancora, al LAPC Championship, portando a casa $46,502 per il suo 17° posto.

Kim ha giocato in ogni Main Event dal 2003 e, arrivando al tavolo finale quest'anno, ha fatto di gran lunga il suo miglior risultato. Conosciuto come un giocatore solido e chiuso, Kim è contento di aver raggiunto il tavolo finale del Main Event. "Ho già raggiunto il mio obiettivo e tutto il resto è in più." Durante la pausa prima del tavolo finale, Kim giocava sia online che nel torneo. E' andato a premi all'Evento #13 del campionato Legends of Poker al Bicycle Casino a L.A. lo scorso Agosto, finendo quarto per $10,650.

In quella che potrebbe essere una piccola premonizione, Kim ha recentemente mostrato la sua tecnica nel gioco short-stack. Stava giocando nel main event da $535 di buy-in del Full Tilt Online Poker Series, l'evento finale da $2.5 milioni garantiti del FTOPS IX agli inizi di quest'anno. Dopo nove ore di gioco, Kim era short-stacked, penultimo in chips con 34 giocatori rimasti. Se fosse stato eliminato, avrebbe guadagnato $7,500. Ma Kim è stato paziente, tranquillo, controllando il suo stack e aspettando il momento giusto. Ha resistito mentre altri 17 giocatori sono stati eliminati prima di lui. Alla fine è stato eliminato al 16° posto, vincendo un premio molto più ricco.

Kim ha condiviso i suoi pensieri relativi al tavolo finale in arrivo con PokerNews. Ecco quello che ha detto:

PokerNews: Kelly, mentre si avvicinava la bolla del tavolo finale, sembrava come se tu stessi per essere eliminato allo straziante 10° posto, ma all'improvviso, ce l'hai fatta. Quali sono state le tue emozioni quando si è conclusa l'ultima mano?

Kelly Kim: Ero estasiato e sollevato. Ero molto realista riguardo la mia situazione sapendo che ero il grande favorito per finire in bolla del tavolo finale più importante della storia. In quel momento, le parole non potevano minimamente esprimere le mie sensazioni.

PN: Tu arriverai da short stack, anche se la storia ci ha mostrato che ogni finalista ha una concreta possibilità di vincere. Hai pensato al momento nel quale probabilmente dovrai giocarti tutte le tue chips?

KK: Certamente. So che devo vincere molti scontri all-in. So che ho bisogno di trovare presto una mano e mi auguro di avere la mano migliore e che resista. Se raddoppio o triplico l'intera dinamica cambierà.

PN: Come è cambiata la tua vita da quando sei diventato uno dei Nove di Novembre?

KK: La mia vita non è cambiata di molto al di fuori del mondo del poker. Nell'ambiente del poker, ho ricevuto molti complimenti ed auguri. Ho fatto tante interviste radio e anche un po' di interviste video. Non sembra vero che quando lavori duro su qualcosa e ci credi, le cose buone accadono.

PN: L'argomento dell'insegnamento professionale è venuto fuori riguardo al tavolo finale e ai 117 giorni di sospensione del gioco. Dennis Phillips si è piuttosto pubblicamente avvalso della consulenza dell'Oracolo Roy Winston. Cosa ne pensi dell'intera faccenda?

KK: La penso come Dennis poiché male non può fare ma solo aiutare. Oltretutto, ognuno di noi ha le stesse possibilità di trovare risorse per aiutare a migliorare il proprio gioco. Tuttavia, la mia situazione è un po' unica. So di essere lo short stack e che devo trovare il momento giusto per giocarmi tutto e raddoppiare. Non vedo come qualcuno mi possa dire qualcosa di diverso da questo eccetto alcuni piccoli dettagli come essere il più paziente possibile.

PN: A parte l'ultima mano dove è stato eliminato Dean Hamrick, quale pensi sia stato il momento chiave che ti ha permesso di arrivare tra gli ultimi nove?

KK: Nel Day 6, ho foldato la coppia di donne su un board 7-5-3-7-2 contro una puntata di un milione su un piatto da 3.6 milioni. C'è voluta tutta la mia forza per passare e quando ho mostrato la mia mano, il mio avversario ha mostrato il poker di sette. In quel momento, sapevo di aver fatto una grande giocata e mi sentivo veramente preparato per questo momento.

PN: Tu ti sei descritto come un "analista finanziario/di marketing" prima che tu decidesti di giocare a poker a tempo pieno. Cosa ti ha fatto fare il salto?

KK: Anche durante il college all'UC San Diego, ho sempre pensato al poker. Ho iniziato a giocare nelle riserve Indiane giù a San Diego. Data la mia giovane età, giocavo part-time per integrare le mie entrate rispetto ai miei compagni che facevano degli stage. Quando lavoravo come analista finanziario alla Toshiba America Information Systems, ho continuato a giocare 15-20 ora a settimana. Durante questo periodo, ho tenuto tutte le registrazioni dettagliate e dopo tre anni ho sentito che era il momento di provare a tempo pieno. E' stato un "salto" molto difficile principalmente perché nel poker c'è molta incertezza. In parole povere, quando andavo a giocare non sapevo se avrei avuto più soldi alla fine delle giornata o no. Devi trattarlo come un business e gestire bene il tuo bankroll. E' stato difficile passare dal salario garantito con i contribuiti al giocare a poker a tempo pieno. Sono molto contento di avercela fatta.

PN: Con quasi un milione garantito (e già pagato), la tua vita è irrevocabilmente cambiata. Ma... e se? Se tu riuscissi a sopraffare le tue probabilità per vincere, quali altri sogni e futuri piani vorresti realizzare?

KK: Beh, per primo mi piacerebbe essere un grande ambasciatore del gioco che amo. Vorrei anche aiutare facendo della beneficenza. E' sempre stata una mia passione essere in grado di cambiare la vita di chi ne ha bisogno. Naturalmente, aiuterò molto la mia famiglia. Mio padre ha lavorato quasi tutta la vita e vorrei che lui andasse in pensione e che se la godesse un po'. Vorrei inoltre investire una buona parte di questi.

Nota dell'Editore: Ne hai abbastanza di Kelly Kim? No? Bene, allora guardati l'intervista che Kelly ha fatto a Londra con la nostra Gloria Balding.

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