Il Gioco E' Vietato Ai Minori Di Anni 18. Il Gioco Puo' Causare Dipendenza. Gioca Responsabilmente

Poker online: gli "States" preparano l'apertura?

Poker online: gli

Oltreoceano qualcosa si sta muovendo nel settore del poker online. Dopo anni dominati da UIGEA e "Black Friday", sembra che gli Stati Uniti (o almeno un buon numero di stati che fanno parte degli USA) siano sul punto di aprire alla legalizzazione del poker online.

Da un paio di mesi a questa parte, ogni settimana arriva la notizia di uno stato USA che decide di varare una legislazione propria per il gioco d'azzardo online. Gli stati hanno iniziato a comprendere quanto sia estesa la domanda di gioco d'azzardo e quale sia il potenziale di questo settore.

Attualmente sono già tre gli stati che hanno varato delle leggi per legalizzare il gioco d'azzardo all'interno del proprio territorio (Nevada, New Jersey e Delaware), mentre molti altri stati stanno valutando la possibilità di munirsi di leggi in tal senso.

La Pennsylvania sta concretamente pensando ad una legge per i propri residenti, attraverso l'interessamento della Sen. Democratica Tina Davis (fonte www.philly.com), e lo stesso è in fase di studio in California e Illinois. Per quest'ultimo, risulta molto significativa la posizione del Gov. Pat Quinn: da sempre contrario alla legalizzazione del gioco online, recentemente Quinn avrebbe individuato nei proventi derivanti dalle tasse di questo settore, un fondamentale aiuto per il budget dello stato e per il sostegno alla scuola.

Il Texas poi, è già pronto ad appoggiare una legge federale favorevole al gioco online (fonte www.legalpokersites.com). Un passo più indietro, ma ancora in fermento, sono Iowa e Hawaii.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: saranno le leggi dei singoli stati a regolare il poker online o a breve verrà promulgato un disegno di legge federale?

Secondo il Deputato del Texas Joe Barton, c'è bisogno di una legge federale. Barton aveva già provato nel 2011 a far approvare, peraltro senza riuscirci, un disegno di legge per il poker online. In un recente articolo del Bangor Daily News, Barton ha affermato: “Ritengo che i passi intrapresi dai singoli stati dovrebbero essere un incentivo ad agire per il governo federale. Che si sia contrari o a favorevoli al gioco d'azzardo via internet, nessuno desidera 50 distinte leggi statali. C'è bisogno di uniformità.”

Barton sta attualmente lavorando alla redazione di un nuovo disegno di legge per il poker online da presentare in primavera. Nella sua azione Barton è affiancato dal leader del gruppo di maggioranza al Senato, Harry Reid, del Nevada. Entrambi mirano all'approvazione da parte degli Stati Uniti di una legislazione per il poker online e, mentre Barton lavora al suo disegno di legge, Reid si sta impegnando nella ricerca delle persone che sosterranno il provvedimento.

Le opinioni su un legge federale per il poker online seguono due principali direzioni. Coloro che sono a favore della legalizzazione e della regolamentazione sostengono che una legislazione federale per il poker online garantirebbe uniformità e aiuterebbe a tutelare i giocatori dalle frodi. Coloro che sono contrari alla legalizzazione sostengono che una legge federale priverebbe i singoli stati del loro potere e delle relative entrate, di cui c'è un sostanziale bisogno a tutti i livelli.

Il Deputato Joe Heck, in un'intervista sull'argomento rilasciata al Las Vegas Sun, ha affermato: “Ci sono stati diversi dibattiti a questo proposito. Si percepisce una sorta di urgenza nel ricercare e attuare soluzioni in merito nei tempi più brevi possibili. Ora che gli stati si stanno muovendo in una certa direzione, è necessario riconsiderare la questione a livello federale. Stiamo cercando attivamente di creare una base per una delegazione unificata che coinvolga tutte le parti aventi interesse nell'approvazione di un disegno di legge che regolamenti il poker online.”

L'interesse per quello che sta accadendo al poker online negli USA, non riguarda solo il paese nordamericano ma è globale, dal momento che un via libera al gioco farebbe ritornare sul mercato un numero enorme di players di ogni livello, a tutto vantaggio sia di chi gioca che degli operatori del settore.

SCOPRI DI PIÙ

Altri Articoli