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Poker e Matematica: Quanto Conta la Matematica Nel Poker?

Poker e Matematica

Il gioco del poker è un mix di fortuna, abilità e capacità di leggere le situazioni e gli avversari per guadagnare quante più informazioni e quanto più vantaggio possibile ogni volta che si partecipa ad una mano. Ma non va dimenticato che ad andare a braccetto sono soprattutto poker e matematica: senza dedicare il giusto tempo, studio e spazio alla parte di calcolo e statistica, nessun giocatore può sperare di essere vincente nel lungo periodo.

Già il solo calcolo delle odds, di per sé abbastanza semplice, è pura matematica. Stabilire se conviene o meno chiamare una puntata o un rilancio, in base alle odds e alla probabilità di avere (o di centrare) la mano vincente è fondamentale per chi vuole giocare a poker con profitto.

Matematica e Statistica nel Poker

Più che accomunare poker e matematica, dovremmo forse dire che il poker È matematica. Dalla distribuzione delle carte alle probabilità di ricevere determinate mani di partenza, passando per la probabilità di centrare determinati punti al flop o chiudere progetti (di scala, colore o quant'altro) al turn e al river. Che dire delle già citate pot odds, cioè del rapporto tra la dimensione del piatto e la cifra da investire per continuare a giocare?

Matematica e poker texas hold'em sono quasi un sinonimo. Vero, non è necessario essere dei geni della statistica o aver fatto chissà quali studi per vincere giocando a poker, ma conoscere alcuni concetti fondamentali aiuta sicuramente a ottenere un vantaggio rispetto agli avversari che magari giocano semplicemente in base all'istinto o affidandosi quasi esclusivamente alla Dea Bendata.

Poker e Matematica: Quando Usarla

La matematica può essere utilizzata in molte situazioni diverse, anche se l'esempio più classico capita quando un giocatore possiede un progetto, solitamente di scala o di colore. Se un avversario punta e abbiamo un progetto, dobbiamo decidere se chiamare o meno per tentare di chiudere il punto.

In questa situazione, un giocatore che conosce bene il poker e la matematica saprà sempre se vale la pena fare call o meno, mentre chi ignora tali concetti sarà sempre insicuro e si affiderà al caso o all'istinto, rischiando così di prendere la decisione matematicamente - e di riflesso economicamente - meno vantaggiosa.

Quante volte un giocatore inesperto ha foldato un progetto semplicemente perché riteneva troppo grossa la puntata del suo avversario, in termini assoluti e non rapportata al piatto formatosi fino a quel momento? E quante volte, invece, è successo esattamente il contrario? A tutti è capitato di intestardirsi su un progetto perché "tanto non mi costa molte chip se faccio call", magari all'inizio di un torneo quando i bui sono ancora bassi.

Un Esempio Dell'Uso Della Matematica Nel Poker

Ci sono molte altre situazioni che uniscono poker e matematica, magari a livello un po' meno intuitivo, ma comunque significativo. La situazione seguente è un tipico esempio di "valore atteso" nel poker.

Diciamo che al river avete la bottom pair e il vostro avversario punta 4000 chip in un piatto da 10.000. Che fare? Da come si è svolta la mano non siete in grado di dire con certezza se l'altro giocatore ha una mano migliore della vostra. Potete dunque utilizzare la matematica per determinare se chiamare o meno.

Prima di tutto, dovreste calcolare la probabilità che il vostro avversario stia bluffando e abbia dunque una mano peggiore della vostra. Supponiamo che quel giocatore sia abbastanza abile e che bluffi circa una volta ogni tre per le quali al river ha una mano migliore. Questo significa che c'è una probabilità su 4 che la nostra bottom pair sia vincente, e 3 su 4 che invece sia perdente.

Questo significa che per ogni 3 volte in cui perdiamo, 1 volta vinceremo (rapporto di 3 a 1). Perciò, se chiamiamo e abbiamo la mano migliore allora vinceremo una volta 14.000 chip, ma se chiamiamo e abbiamo la mano peggiore perderemo 4.000 chip tre volte. Quindi, come risultato, otterremo una perdita di 12.000 chip (3 x 4.000) a fronte di una vincita di 14.000 (1 x 14.000), per un saldo positivo di 2.000 chip.

In questo caso, dunque, faremmo bene a chiamare. Ma senza questo connubio tra poker e matematica non avremmo mai potuto stabilire, con un certo grado di precisione - dettata dalla conoscenza del nostro avversario, occorre ribadire - se avremmo fatto bene a fare call o a lasciare il piatto al nostro contendente.

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