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Texas Hold'Em: Come passare da Limit a No-Limit - Seconda Parte

LHE vs NLHE

[Questo è il secondo di una serie di tre articoli dedicati ai giocatori principianti interessanti a provare il No Limit Hold'em low stake dopo aver cominciato a giocare nel Fixed Limit Hold'em low stake.]

Nella prima parte abbiamo esaminato il gioco del fixed limit hold'em da un punto di vista introduttivo. In quest seconda parte cominceremo a colmare il gap tra il LHE e il suo cugino più 'instabile', il no limit hold'em.

Dopo qualche sessione giocata al fixed limit hold'em low stake, al vostro casinò preferito, comincerete a capire alcune verità inconfutabili di questo gioco:

1. Le bad beat sono la regola, non l'eccezione. L'impossibilità di rilanciare più di qualche dollaro spesso rende le normali partite di LHE un proverbiale tiro al piccione. Non ci sono molte sensazioni peggiori nel poker di ricevere finalmente due assi in una partita di LHE da $3/$6, rilanciare a $6 e vedere tutto il tavolo fare call. E anche quando manca solo il river, è molto difficile far foldare un progetto di colore o di scala con una sola puntata o un solo rilancio da $6, specialmente quando il piatto contiene già abbastanza chip da giustificare un call. Che una mano completata regga contro cinque carte comuni nel LHE è molto più difficile rispetto al NLHE.

2. Senza fortuna, spesso tornerete a casa al massimo in pari. La struttura delle puntate nel LHE implica che raramente vincerete un piatto davvero grosso. Impossibile, per esempio, raddoppiare $100 in una sola mano. Perciò, per centrare una sessione vincente nel LHE dovete mettere a segno tante piccoli piatti e qualcuno grosso. Sfortunatamente, la prima verità descritta necessita che le bad beat aumentino in relazione al numero di piatti che cercherete di vincere. Quindi, a meno di conoscere un incantesimo per la buona sorte, che vi fa centrare ogni progetto e che fa scomparire tutti gli out dell'avversario, spesso dopo tante ore di gioco finirete per vincere o perdere pochissimo.

3. La festa è da un'altra parte. Dopo qualche sessione di LHE, vi sarà capitato sicuramente di sentire qualche scoppio di gioia arrivare dai tavoli del NLHE. Anche se il gioco è lo stesso, LHE e NLHE offrono esperienze di gioco molto diverse. Se nella prima possiamo parlare di "grinding", nella seconda è più un "vinci tutto o vai a casa". Non importa quanto possiate essere giocatori di LHE vincenti, nulla può sostituire la botta di adrenalina di un all-in, o l'emozione di raddoppiare grazie all'uscita di una sola carta.

Ci vorranno alcune sessioni di LHE low stake per capire queste verità. Alcuni giocatori ne giocano giusto un paio prima di passare oltre, mentre altri cercano pazientemente di padroneggiarne i fondamentali. In ogni caso, sarà il vostro istinto a suggerirvi quando fare il salto. E quando assaggerete per la prima volta il no limit, è importante conoscere alcune differenze tra LHE e NLHE.

Le Dimensioni Contano

Come abbiamo visto nella prima parte, lo stack di partenza standard di una partita da $3/$6 di LHE è $100, una cifra adeguata per i requisiti del gioco. Quando si passa al NLHE, invece, determinare la dimensione dello stack di partenza è una scelta fondamentale che influisce su tutti gli aspetti della sessione.

Spesso i giocatori esperti di NLHE consigliano di sedersi con il massimo consentito, anche se non tutti sono d'accordo. Secondo Robert Woolley, ad esempio, è meglio capire quali elementi contano nella scelta della cifra con la quale sedersi ad una sessione di NLHE.

A prescindere dal buy-in che sceglierete, la cosa da ricordare sempre è che la dimensione dello stack di un giocatore, a inizio mano, detterà gran parte dell'action seguente. È più facile far foldare gli short stack prima del flop, ma è anche più probabile che questi vadano all-in se il board li aiuta. Per contro, i big stack sono liberi di giocare in maniera loose-aggressive, o di rilanciare spesso con mani mediocri.

Saper e come riconoscere e sfruttare le dinamiche della dimensione degli stack sarà argomento della terza parte, ma quando passate dal LHE al NLHE, fate molta attenzione a quante chip avete rispetto agli avversari, e osservate come questo influenzi ogni mano.

Preparate la Vostra Poker Face

Un altro elemento chiave del NLHE è il ruolo che bluff e letture giocano nelle possibilità di avere successo. Se nel LHE avete fatto abitudine delle giocate "telefonate" da parte degli avversari - come quando ad esempio sorridono quando puntano o addirittura parlano delle carte di cui hanno bisogno per chiudere un progetto - presto scoprirete che i giocatori di NLHE sono molto meno inclini a rivelare informazioni.

Questo perché esibire tell fisici ai tavoli del LHE spesso non offre un gran vantaggio agli avversari. Anche quando sapete che un avversario ha un progetto, in base ai suoi movimenti del corpo o del viso, potete solo rilanciare un limite fisso dopo aver acquisito questo vantaggio, spesso una cifra insufficiente a indurre un fold.

Nel NLHE, invece, il più piccolo indizio sulla mano del vostro avversario può essere particolarmente vantaggioso - e potenzialmente profittevole - dato che potete scegliere le vostre puntate di conseguenza, per ottenere il risultato sperato. Allo stesso modo, i vostri avversario scannerizzeranno il vostro lato del tavolo a caccia di tell, sperando che determinate tendenze tipiche dei tavoli limit vi abbiano lasciato vulnerabili. Come ad esempio preparare le chip per chiamare o puntare prima che tocchi a voi, oppure prepararvi al fold. Entrambe queste azioni sono comuni nelle partite di LHE, ma molto meno nel NLHE, dove i giocatori sono in genere meno propensi a concedere informazioni.

Siate Selettivi

Infine, quando cominciate a passare dal LHE a mondo del NLHE, dovete concentrarvi sul ridefinire la vostra hand selection sulle mani di partenza. Una partite di LHE loose spesso ricompensa le mani a progetto (anche quelle meno forti come i progetti gutshot o due semplici overcard), perché spesso una singola puntata offre pot odds molto favorevoli. Mani come {a-}{q-}, {j-}{10-} e {5-}{4-} suited sono spesso molto più giocabili nel LHE che nel NLHE, perché in ogni momento della mano, nel no limit il vostro avversario può farvi pagare a caro prezzo un progetto.

Le sfumature della hand selection nel NLHE saranno oggetto della terza parte, ma per ora tutto ciò che dovete sapere è che "meno è meglio". Rimuovendo le mani mediocri dal vostro arsenale pre-flop potrete ridurre i rischi di mettere a repentaglio il vostro stack contro avversari che conoscono i pro e i contro delle dinamiche di puntata nel NLEH. Fino a quando il vostro gioco non migliorerà, concentratevi sul limitare (o evitare) mani che, sebbene giocabili in una normale partite di LHE, rischiano di risultare perdenti alla fine di un piatto di NLHE - mani come {a-}{q-}, {a-}{j-}, {a-}{10-}, {k-}{q-}, {k-}{j-}, {q-}{j-} e {q-}{10-}. Limitando il range di mani durante le fasi di apprendimento del NLHE potete investire più tempo osservando il gioco del vostro tavolo, preparando la strada per il successo quando entrerete nel piatto.

Nella terza parte di questa serie parleremo delle complessità del NLHE rispetto al LHE, passando a strategie più avanzate che sono applicabili solo nella terra del no limit.

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