Su PokerNews.IT puoi giocare solo se hai almeno 18 anni. Il gioco può causare dipendenza. Gioca responsabilmente.

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Febbre da poker: "il gioco responsabile"

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Febbre da poker: "il gioco responsabile" 0001

Come in ogni mito che si rispetti, il poker online ha già i suoi eroi. Un nome: Annette Obrestad, ragazzina norvegese classe 1988, che ha cominciato su internet nei tornei gratuiti ed è arrivata a vincere l'ambitissimo bracelet nel World Series a Londra nonché un monte premi superiore ai 2 milioni di dollari.

Il poker ha però anche i suoi incubi. In rete i timori maggiori si concentrano sugli aspetti tecnici del mezzo (utilizzo di carte di credito, affidabilità dei siti, velocità di connessione ecc.). Non vanno però sottovalutati i rischi connessi all'abuso di gioco e al pericolo della dipendenza.

Bisogna innanzitutto dire che sul piano relazionale ed emotivo esistono delle differenze tra il poker online e quello dal vivo. Ai tavoli da poker online non c'è nessun Matt Damon che potrà sconfiggere John Malkovich, scoprendo che ha il vizio di intrattenersi con un biscotto quando finge un punto che non ha. Come non c'è la sensazione tattile delle carte da raccogliere e spillare, ma solo lo schermo del computer. Questo nuovo modo di giocare può diventare, un po' quello che è accaduto alla Tv, un modo "comodo" di relazionarsi.

Non c'è nessun bisogno di contrattare con la propria moglie o decidere con gli amici sulle defezioni dell'ultimo minuto. Un rapido collegamento al sito durante la giornata e in qualsiasi situazione e luogo l'avventura può avere inizio. In questo modo il tempo dedicato alle carte online rischia di moltiplicarsi a dismisura. Ogni momento è buono, allora perché non giocare sempre?

Noi tutti sappiamo quanto sia intrigante il gioco. Giocare significa soprattutto rischiare denaro e il rischio implica la vincita e la perdita. Eppure perdere non è il lato peggiore. Il vero problema è giocare per rientrare dalle perdite, spendendo più di quanto ci si può permettere. Nei giocatori più problematici questo percorso porta alla dipendenza. Il giocatore a rischio è colui che presenta un'incapacità a resistere all'impulso e all'urgenza di giocare. La ricerca dell'emozione collegata al rischio tende ad incrementarsi e a farsi ripetitiva. Nel gioco online in modalità for money le vincite in denaro non si toccano con mano e la percezione del giocatore di spenderlo è molto minore in una situazione, pure, emotivamente calda. Inoltre, nel web le barriere che eventualmente superiamo sono meno forti.

Si può entrare ed uscire dalle poker room in ogni momento e non esiste il meccanismo deterrente della sconfitta davanti agli altri. Ovviamente parliamo di casi limite in cui l'abuso si trasforma in dipendenza.

In Italia però il fenomeno colpisce circa 1,27% sul totale dei partecipanti. Per tutelare i giocatori da possibili dipendenze da gioco sono state introdotte anche nel nostro Paese le regole sul "gioco responsabile".

L'applicazione di questa nuova idea ha prodotto, da una parte, l'adozione di leggi e regolamenti diretti a tutelare i giocatori da forme di abuso e manipolazione da parte dei gestori del gioco e, dall'altra, ad avvicinare gli stessi alle attività di gioco con senso critico e di autotutela. Gli operatori di poker online e i media di settore hanno così unito le loro forze per promuovere un'adeguata cultura del gioco che ne valorizzi le potenzialità senza sottovalutare le componenti di rischio collegati al gambling.

Le iniziative sono diverse e vi segnaliamo le più importanti: informazione, prevenzione, limiti ai depositi e giocate, divieto per i minorenni, possibilità di utilizzare test di autovalutazione, servizi di assistenza e nei casi più estremi l'esclusione dai giochi. Visitando le poker room non sarebbe, quindi, una cattiva idea soffermasi a leggere le comunicazioni che gli operatori di gioco garantiscono: informazioni sulle regole da seguire per un gioco responsabile, un gioco che favorisca la dimensione ludica.

Il perché lo fanno risulta chiaro: da una parte mantengono il business all'interno di precise regole e dall'altra tutelano i loro clienti. Le indicazioni ci arrivano direttamente da Las Vegas, noto regno del gioco. Gli operatori dei Casinò rispondono con queste parole al fenomeno della dipendenza da gioco: "Non si consentono mai perdite sproporzionate o eccessivamente vistose. In questi casi i croupier intervengono sempre prima per dissuadere dall'insistere nel gioco. L'intento è meramente di mercato ma è pieno di saggezza e buon senso. Las Vegas non deve essere immagine di perdizione ma di divertimento".

Biagio Caracciolo

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