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Intevista ad Alice Nuvola: a Lavoro tra Dealer, Poker Sportivo e Sky

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Intevista ad Alice Nuvola: a Lavoro tra Dealer, Poker Sportivo e Sky 0001

Ho conosciuto Alice Nuvola la scorsa settimana, durante le fasi live, in corso di svolgimento, al torneo regionale Pokerstars.it Italian Poker Championship. Era seduta al tavolo verde con le carte tra le mani. Attendeva i call e gli all in dei giocatori. A tarda sera mi ha confidato che impiegava il suo tempo libero come "dealer" (mazziere). Il settore poker lo conosce bene. E' redattrice della rivista "Poker sportivo", fa la giornalista "inviata" ai tornei internazionali. Cura un blog live direttamente dai tornei e lavora alla trasmissione televisiva "Poker sportivo show" in onda tutti i giovedì sera su canale Italia (Sky 833).

Ciao Alice, a che punto siamo con il torneo di Pokerstars.it Italian Poker Championship?

Quella a cui hai assistito è l'ultima tappa provinciale, il 1° marzo inizieranno le fasi regionali per decretare il campione dell'Emilia-Romagna. Il vincitore giocherà a Sanremo la finale nazionale.

Quando è iniziata la tua avventura nel mondo del poker?

Circa due anni fa. Scoprii l'esistenza di un circolo a Bologna e da allora non l'ho più lasciato…come il primo amore!

In qualità di giornalista, a quali tornei internazionali hai assistito?

A vari tornei del circuito EPT: Barcellona, Praga, Copenhagen, Sanremo…

Almeno un aneddoto fuori onda puoi raccontarcelo?

Non saprei, ce ne sarebbero tantissimi… sicuramente divertenti sono i neologismi creati nelle varie dirette dai giocatori. Dal famosissimo "cartante" di Dario Alioto a "direttola" e "entusiasmantissimo" di Minieri, i nuovi termini si sprecano.

Dal tuo osservatorio privilegiato, come vedi il movimento pokeristico italiano? Quali i punti di forza e quali quelli da migliorare?

Inutile dire che ho assistito a un'espansione vertiginosa del movimento, ma nonostante ciò non esiste a oggi una legge nazionale che regolamenti il gioco dal vivo. E' davvero un grosso handicap per il movimento pokeristico italiano. Siamo tutti un po' in attesa di vedere sbloccata questa situazione di incertezza. Il punto di forza di questo gioco sta nel fatto che, diversamente da ogni altro sport, un dilettante può battere un campione.

Avrai sicuramente visto e conosciuto molti dei giocatori professionisti italiani. Quello che ti affascina di più per il modo di giocare?

Un nome su tutti: Dario Minieri. Talento e fantasia…un vero fuoriclasse, non solo al tavolo, ma anche nella vita. Mi ha colpito per la sua modestia e disponibilità verso tutti, soprattutto quando mi concede in pieno agosto un'intervista che molti altri avrebbero rifiutato!

Al tavolo siedono diversi giocatori di poker: riesci a capire se c'è un futuro campione?

Difficile da dirsi, in Italia siamo ancora molto indietro rispetto agli altri paesi, ma ultimamente stiamo iniziando a far sentire la nostra voce. Abbiamo anche vinto il nostro primo EPT in terra ceca, stiamo imparando in fretta.

Un consiglio ai giocatori di poker italiani, professionisti e non?

Giocate in bankroll, ovvero investite solo i soldi che potete permettervi e cercate di crearvi un gruzzoletto con le vincite dei tornei da reinvestire nel gioco.

Poker e media: sono sempre di più le attenzioni rivolte a questo gioco. Tu che ci lavori con il poker, mi dici qualcosa?

La stampa, la televisione o la stessa internet sono ambiti un po' diversi gli uni dagli altri. E' vero: i riflettori sono stati accesi e il fenomeno attrae investimenti, pubblicità e soprattutto interesse della gente. E' un po' come trovarsi su di una grande giostra. Prendi come esempio la mia situazione. Pur non essendo una giornalista professionista ho raggiunto in pochi anni posizioni importanti solo grazie alla profonda conoscenza del gioco del poker.

Hai mai pensato di buttarti nella mischia e diventare una giocatrice professionista?

Agli inizi, soprattutto, sognavo di essere la prima donna a vincere un torneo EPT. Oggi sono molto contenta del mio lavoro. Scrivere è sempre stata una mia grande passione. Però quel sogno lo tengo ancora in fondo al mio cassetto, chissà che non torni buono fra qualche anno!

Mi raccontavi di come hai realizzato in questi anni le interviste ai diversi giocatori di poker.

Ti senti in un certo qual modo al centro dell'attenzioni a essere tu l'intervistata?

L'intervista è il momento che più mi piace del mio lavoro perché mi permette di conoscere meglio un giocatore, scoprirne punti deboli e segreti. Ormai la maggior parte di esse avvengono via mail o messenger, ma l'emozione dell'intervista dal vivo con carta e penna è paragonabile a quella di avere una coppia d'assi da big blind! E' davvero strano ad essere io questa volta l'intervistata e ti dirò di più: è la prima volta.

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