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Le Video-Interviste di PokerNews: Castaldi, Wheeler, Benelli

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benelli

Enrico Castaldi, giocatore di Napoli e qualificato di PokerStars, si racconta in questa prima video intervista dell’articolo di oggi. Lui stesso si definisce giocatore aggressivo soprattutto nelle fasi finali dei tornei probabilmente per il passato da giocatore online che è anche la sua principale attività attuale quando si parla di poker. In questa video intervista, Castaldi risponde anche ai commenti di Kwaiser sul presunto basso livello dei giocatori italiani.

L’americano Brent Scott Wheeler, originario di Chicago, ha deciso di trascorrere tre mesi in Europa per sfruttare la grande offerta di tornei di alto livello che si concentrano proprio in questo periodo con numerose tappe EPT ed IPT a pochi giorni l’una dall’altra. Essendo un giocatore che si dedica al poker da quando aveva sedici anni, Wheeler può già vantare una grande esperienza anche se solo a Sanremo ha raggiunto il primo piazzamento a premio di questo suo tour europeo. Online le cose gli vanno decisamente meglio dato che su PokerStars ha raggiunto il livello SuperNova a significare una costante ed intensa presenza ai tavoli virtuali cosa che fa di lui un giocatore professionista. Wheeler, che ora vive nel paese che ha dato origine all’Hold’em, ci svela anche il segreto del successo che questo gioco sta riscuotendo in tutto il mondo: chiunque può vincere almeno una volta in qualsiasi torneo.

Passando a parlare del livello di gioco italiano, Wheeler ha commentato “onestamente è uno dei più bassi che ho visto in tornei con elevato buy-in; la maggior parte dei giocatori è passiva e tight”. Infine, la strategia di Wheeler per arrivare al tavolo finale? “Giocare per vincere”.

Non ha infine bisogno di presentazioni l’ultimo protagonista della nostra serie di interviste: Andrea Benelli è ormai uno dei protagonisti fissi dei grandi eventi italiani ed europei. Oltre alla presentazione di rito nelle nostre interviste, è interessante il consiglio che Andrea offre a quei giocatori che, come capita o è capitato a tutti, stanno attraversando un periodo negativo: prendersi una pausa dal gioco o diminuire l’attività al tavolo.

Rispondendo alle “accuse” degli stranieri, Andrea ammette che il livello italiano è effettivamente basso ma la causa prima risiede in una ragione storica ovvero nel fatto che l’hold’em è praticato nel nostro paese ad alto livello da soli tre anni. Il futuro, a detta di Benelli, porterà però gli italiani a sempre maggiori successi.

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