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Il dinosauro del poker: il Texas Hold’em Fixed Limit (3)

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Il dinosauro del poker: il Texas Hold’em Fixed Limit (3) 0001

Bentrovati nuovamente nello spazio dedicato alla tecnica del Texas Hold’em cash game, in modalità Fixed Limit. Dopo aver visto insieme i concetti indispensabili che è necessario padroneggiare bene per avvicinarci a questa specialità, entriamo nel vivo del gioco. Iniziamo dalla fase preflop, che forse è quella maggiormente diversa rispetto al No Limit Hold’em. L’azione preflop nel Limit è comunque importante, ma non quanto lo è nel No Limit, soprattutto perché l’aggressività esercitata prima del flop non ha la stesso peso.

Cominciamo valutando la selezione delle starting hands e su come giocarle. Nel Limit Hold’em le coppie forti (AxAx, KxKx, QxQx) mantengono il loro peso, anche se questo diviene progressivamente meno significativo mano a mano che ci sonolimper, o comunque giocatori che entrano in azione prima di noi.

Apriamo sempre rilanciando quando abbiamo una di queste mani, da qualsiasi posizione, ma cominciamo a fare delle distinzioni quando l’azione preflop diventa più complessa. Ad esempio, se ci troviamo sul piccolo o sul grande buio e prima di noi ci sono già alcuni (3-4) avversari nel piatto, sia che si tratti di limper o giocatori che hanno chiamato un rilancio, non c’è alcuna possibilità di far foldare nessuno con un ulteriore rilancio. In queste situazioni, con una mano come QxQx possiamo tranquillamente pensare di limitarci al call e vedere il flop: nel caso in cui questo sia favorevole possiamo pensare di fare azione, altrimenti ci limitiamo a giocare in maniera più prudente facendo pot control. Un rilancio preflop con QQ in quella situazione semplicemente porterebbe il call di tutti gli avversari, creando un monster pot sul quale noi giocheremmo fuori posizione. Anche chi al flop avesse centrato un progetto, una middle o anche bottom pair, avrebbe pot odds in quantità per chiamare le nostre continuation bet fino al river, con buona probabilità di regalarci uno “scoppio”.

Inutile dire che lo stesso concetto si applica ancora di più alle coppie inferiori, a partire da JxJx, mano estremamente “borderline” nel Limit Hold’em.

Morale: mancando il peso che il rilancio (o 3-4bet, fino alla “magia” dello squeeze) possiede nel No Limit le coppie medie e piccole perdono un po’ di efficacia nel Fixed Limit. Vanno per questo scartate a priori? A mio avviso, nel poker niente va mai preso come regola assoluta, ma tutto va circostanziato. Le coppie medie e piccole, per capirci da 10x10x in giù, si possono giocare ma valutando attentamente posizione e tavolo. Possiamo giocare qualsiasi tipo di coppia sui tavoli con maggiore tendenza alla passività (questo accade soprattutto ai limiti più bassi, fino a 2-4€), dove i giocatori tendono a limpare facilmente ma altrettanto facilmente chiamano un eventuale rilancio preflop. In questi contesti, l’idea è quella di limitarci al limp per “set value”, ovvero con la speranza di trovare il set al flop o comunque un board favorevole, sul quale fare azione (e per inciso, un vecchio adagio del poker recita “no set no bet”…). Il mio consiglio comunque, è quello di tenere le coppie più basse, da 66 e inferiori, quando giochiamo da late position su tavoli passivi.

Possiamo invece essere più aggressivi con le coppie medie, da 10x10x a 7x7x, contro avversari più rispettosi di un rilancio preflop e quando agiamo contro un numero limitato di loro, ovvero su tavoli shorthanded.

Infine un’ultima osservazione prima di passare ad analizzare le altre tipoplogie di starting hands: mai e poi mai avventuriamoci in giocate particolari nella fase preflop quando possediamo una “monster”, come ad esempio limpare con AxAx o KxKx sperando di poter tribettare dopo il raise di un avversario. Oppure limitarci al call su un rilancio, come forma di “slowplay” preflop. In entrambi i casi tutto quello che potremmo ottenere è far sì che il piatto diventi multiway, augurandoci in sostanza che qualcuno prima o poi scoppi la nostra monster. Giochiamo lineare e prendiamo quello che danno le carte: una mano di Limit Hold’em non si vince nella fase preflop, ma quasi una volta su due la si deve sudare fino al river! (continua)

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