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Il dinosauro del poker: il Texas Hold’em Fixed Limit (4)

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Il dinosauro del poker: il Texas Hold’em Fixed Limit (4) 0001

E’ di nuovo tempo di Fixed Limit in modalità cash! Nell’ultimo appuntamento con questa rubrica abbiamo iniziato ad analizzare la hand selection in questa variante del Texas Hold’em e ci siamo subito scontrati con una prima grandedifferenza rispetto al No Limit: i vincoli imposti all’entità del rilancio preflop rendono le coppie potenzialmente meno incisive, in particolare quelle medie e basse (da coppia di 10 in giù). Vanno quindi giocate prestando maggiore attenzione a tutta una serie di circostanze, quali: posizione, numero di giocatori al tavolo, numero di giocatori già nel piatto prima di noi, atteggiamento degli avversari (loose-tight, aggressivo-passivo).

Ne deriva che questi stessi concetti vadano applicati anche ad altre mani che nel No Limit sono di solito giocate con molta aggressività preflop: le cosiddette broadway, le combinazioni di due carte diverse comprese tra A e 10.
Ancora una volta intendiamoci: non stiamo dicendo di non giocare queste carte in assoluto o di farlo per forza in maniera passiva. Ma anche in questo caso, teniamo presente contro chi giochiamo, quanti sono gli avversari e la nostra posizione al tavolo.

AxKx, AxQx, e anche AxJx restano mani con le quali aprire il gioco rilanciando; ma se troviamo troppi “clienti”, o ci sono molti limper prima di noi o ancora, ci troviamo fuori posizione, allora anche l’azione con queste mani deve essere ricalibrata. Il concetto è facilmente comprensibile: se al flop non hittiamo, contro 3-4 avversari non c’è praticamente possibilità di vincere il piatto con una standard c-bet, e anche quando hittiamo, i rischi di essere poi battuti al turn o al river rimangono alti.

La forza di una mano come AxKx nel No Limit sta proprio nella possibilità di mandare l’all-in preflop: se anche dovessimo subire il call di un avversario, vedendo le 5 carte del board ci troveremmo probabilmente in una situazione di coin flip. Nel Fixed Limit invece, la forza della nostra mano nella fase preflop dovrà sempre essere rivalutata con le prime 3 carte sul tavolo.
Su tavoli shorthand o ad alta aggressività (limiti alti), AxKx, AxQx e anche AxJx vanno giocati con openraise e 3bet di posizione. Ma se queste condizioni cambiano, allora dovremo moderare l’aggressività, soprattutto con AJ. A volte sarà necessario limitarsi ad un call preflop.

Ovviamente il fatto di poter essere suited aggiunge valore a queste mani, se il flop ci regala poi la possibilità di un progetto a colore: nel Fixed Limit spesso i piatti sono multiway e per questo motivo chiudere un colore significa incassare un piatto che può fare la differenza nella nostra sessione cash.

In maniera analoga, mani come KxQx, KxJx e QxJx, sono le broadway che guadagnano di più (specie se suited) dalle frequenti situazioni di multiway pot. Quindi, valgono per loro gli stessi ragionamenti fatti in precedenza: proviamo a spingere, ma se questa strategia non ci premia, passiamo tranquillamente alla modalità call. Giochiamole quindi, ma investiamo il meno possibile quando gli avversari in gioco sono tanti.
Ax10x e Kx10x, sono decisamente le meno efficaci tra tutte, visto il loro ridotto valore in heads up e al tempo stesso le poche opzioni di scala. Tentiamo qualche steal, e predilegiamole soprattutto quando sono suited.

Finora abbiamo elencato tutte mani che sembrano pagare uno scotto al Fixed Limit rispetto al No Limit. In parte è così. C’è tuttavia una categoria che ha qualcosa da dire in più in questo gioco rispetto al “fratello più diffuso”, e sono i suited connectors. Ma di questi e delle restanti starting hands parleremo nel prossimo appuntamento.

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