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BetuniQ: Storia di Una Truffa Annunciata

BetuniQ

Sono passati ormai alcuni giorni dall'esplosione dell'Operazione "Gambling", ma l'eco dell'indagine non si è ancora spenta. Al centro dell'inchiesta c'è BetuniQ, operatore di gambling online con sede maltese gestito da Mario Gennaro, indicato dall'Antimafia come l'homo novus della 'ndrangheta.

Come abbiamo visto settimana scorsa, il raid della DDA ha colpito 1.500 centri scommesse in Italia, 82 siti di gambling online, 45 compagnie italiane e 11 aziende internazionali, tra cui sei a Malta. Secondo quanto riportato da Malta Today, la Malta Gaming Authority (MGA) ha immediatamente sospeso le licenze delle firme maltesi, inclusa la Uniq Group Ltd.

BetuniQ e le Scatole Cinesi

L'Uniq Group fa capo a Start Games Ltd, che tra gli azionisti ha la compagnia fiduciaria GVM Holdings, a sua volta posseduta da un gruppo di avvocati che fanno capo all'ex primo ministro maltese Lawrence Gonzi. La Star Games ha inoltre una quota della Enetsport Service, un'azienda di servizi B2B.

Cosa c'entra in questo giro Mario Gennaro? 'Mariolino', come è soprannominato, è teoricamente uno dei direttori di GVM Holdings, ma il suo nome non compare in qualità di proprietario registrato in nessuna delle compagnie maltesi colpite dal blitz dell'Antimafia di mercoledì scorso. Una situazione strana, fumosa, che avrebbe dovuto far scattare qualche campanello d'allarme molto prima, da parte della MGA.

Secondo le forze dell'ordine, Gennaro avrebbe fatto diverse capatine nell'isola del Mediterraneo, per partecipare a tornei di poker in modo da riciclare denaro derivante da attività illegali. Un'accusa che va presa con le molle, questa, dato che uno scenario del genere richiederebbe una collusion da parte di tutti i partecipanti al torneo. Cosa difficile, a onor del vero, ma non impossibile.

Mario Gennaro: Dalle Calze Bucate al Ruolo di Manager

Gennaro, come si diceva, viene definito come l'homo novus della criminalità organizzata. Nativo del quartiere Archi, a nord di Reggio Calabria, 'Mariolino' è ritenuto vicino alla cosca dei Tegano. I pentiti Francesco Ripepi e Carlo Mesiano hanno raccontato di un "picciotto" sempre pieno di debiti, che non aveva neppure i soldi per comprarsi dei calzini nuovi e che per questi motivi andava a rubare i motorini.

Una 'gavetta', per così dire, che nel giro di qualche anno ha fatto di un mariuolo come tanti un vero e proprio manager con il compito di maneggiare grossi flussi di denaro, talmente grossi che la DDA ha preferito evitare di quantificare. Il country manager di BetuniQ sarebbe stato anche uno dei proprietari occulti della società.

Gennaro era una sorta di plenipotenziario, che si occupava praticamente di ogni aspetto della piattaforma di gioco di BetuniQ, ma anche dei vari Centri Trasmissione Dati sparsi sul territorio - anche italiano. Da lui passavano anche gli agenti della piattaforma: era 'Mariolino' che coordinava le attività e stipulava i nuovi contratti di affiliazione, occupandosi anche delle eventuali beghe tecnico-amministrative.

Addirittura, tramite l'aiuto di società quali Larabet Srl, Agile Srl (entrambe colpite dall'inchiesta) e Goalsbet Srl, Gennaro era in grado di offrire consulenza informatica e di gestire un sistema di raccolta parallela rispetto ai centri scommesse autorizzati. Insomma una struttura pensata e organizzata dalla A alla Z per riciclare denaro - dicono gli inquirenti - ed evadere il Fisco italiano.

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