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"Ho chiuso una scala al flop "

"Ho chiuso una scala al flop " 0001

Alle World Series of Poker del 1988, Johnny Chan ed Erik Seidel erano testa a testa (ovvero erano gli ultimi due giocatori rimasti in gara) nell' $10´000 No-Limit Championship Event. All'ultima mano del torneo, Chan aveva Jf-9f e Seidel teneva in mano Q-7 off-suit. Il flop ha dato 8-10-Q di semi diversi. Chan aveva chiuso una scala al flop. Erik solo una coppia di Q. Il turn, un 3, non ha di certo spaventato Chan. Al river è arrivato un 6. Chan aveva una scala pura. Ha fatto checked a Seidel come avev già fatto al turn, voleva fare uno slow-play del suo punto chiuso sino al river cercando di attirare l'avversario e colpirlo. Chan conosceva lo stile di Seidel: Seidel andava frequentemente all-in al river, nel tentativo di prendersi i blinds, antes e tutte le puntate del flop. Chan aveva puntato tutto sulla possibilità che Seidel rigiocasse in questo modo. Sicuro abbastanza, Seidel è andato all-in al the river dopo che Chan aveva fatto check. Chan lo sconfisse e difese con successo il suo titolo.

Lo sceneggiatore del film "Rounders" decise di utilizzare il filmato delle WSOP del 1988 per la sua produzione. Il personaggio del film in stile Hollywood, dopo aver chiuso al flop la scala nella mano finale opta per uno slow-play nello stile di Johnny Chan. Ovviamente anche a lui riesce il trucco e sconfigge l'antagonista, impersonato brillantemente da John Malkovich. Tutto questo ci dice che una volta realizzato il punto al flop basta fare check per tutto il tempo ed aspettare che l'avversario metta tutti i suoi soldi sul piatto per farseli soffiare. Sfortunatamente il limit holdem impone alcune limitazioni, è pertanto mia opinione che questa giocata sia errata per vari aspetti.

Innanzitutto le scale devono essere distinte dal colore o dai full (o anche migliori) al flop, questo perché split pots o bad beats si verificano molto più spesso se avete realizzato una scala al flop. Ad esempio quando al flop realizzate un colore (ace high), nessun altro può evere una carta che gli permetta di fare un colore migliore. Dovranno realizzare un full per battervi. Me se avete la fortuna di essere al big blind con una mano tipo 10-7 ed il flop arriva con 6-8-9, voi avete il punto chiuso ma un 6, 7, 8, 9, 10, J o Q al turn cambierebbero la situazione. In altre parole, altre 23 carte del mazzo possono rendere la vostra mano perdente. Ciò nonostante continuo a vedere avversari che con una scala realizzata al flop fanno check solo perché pensano di poter ottenere di più. Dato però il gran numero di carte pericolose che possono arrivare sarebbe saggio puntare, rilanciare, rilanciare ancora e mettere il cappello in questa situazione. Non è il momento di fare slow play. Accontentatevi di vincere un piccolo piatto se tutti passano. Una puntata al flop difficilmente indurrà una coppia o un AK a passare, certo che un giocatore con J-X passerà molto più facilmente. Se però fate check e gli date una free car ed al turns esce un 10, non vi libererete più di lui. Inoltre se riuscirà a chiudere una scala anche lui avrà un punto superiore al vostro.

Pertanto, dovrete proteggere immediatamente il piatto in questa situazione. Se non lo farete non solo potreste dover spendere denaro per vedere ma potreste anche essere battuti da qualcuno che chiude un punto superiore al river. Anche se avete J-Q ed il flop è 8-9-10 di semi diversi, dovreste puntare. E' chiaro che siano minori le carte che vi potrebbero danneggiare ma se un giocatore ha tre carte per fare il colore e passerebbe alla prima puntata, resterebbe invece in gioco se gli date una free permettendogli magari di chiudere il colore al river.

L'esempio sopra riportato mostra quanto fragile sia una scala comparata ad un colore chiuso al flop e per questa ragione con questa mano di deve puntare, rilanciare e rilanciare ancora se necessario. Quando invece avete un colore al flop solo 9 carte vi possono danneggiare. Come abbiamo viso potreste anche realizzare una scala al flop ma non avrete vinto se una delle 23 carte che vi danneggiano dovesse arrivare al turn. Quindi è meglio fare lo slowplay con un colore che con una scala.

La seconda ragione per cui evitare di giocare questa mano in slowplay è la possibilità di ridurre le chance di uno split pot. Diciamo che avete Q-10 in posizione intermedia contro tre avversari. Al flop arriva Ap-Kf-Jq. Voi avete chiuso il punto al flop e nessuno può realizzare una scala superiore. Sembra ci siano tutti i buoni presupposti. Ma diciamo che il giocatore al button abbia J-10. Un giocatore nelle prime posizioni punta, probabilmente con coppia di assi. Se voi vedrete lo stesso farà quello al button. Il turn è un Q. Voi avete ancora il punto vincente, ma non vincerete da soli tutto il piatto. Piuttosto ci sarà uno split. Inoltre il button probabilmente punterà o rilancerà al turn e tutti tranne voi passeranno. Ora vi dovrete spartire un piatto mediocre dopo aver realizzato una scala al flop. Difficilmente troverete la riproduzione delle World Series del 1988. Se aveste rilanciato al flop ci sarebbero state buone opportunità che il giocatore al button avrebbe passato. Ovviamente ci sono sempre giocatori che non passano qualunque sia il prezzo per vedere.

E' chiaro che chiudere al flop una scala non è una mano che si possa giocare in slowplay. Piuttosto giocatela in modo aggressivo non rischiate di dare free cards. Siate felici di vincere un piccolo piatto piuttosto che perderne uno grosso o spartirvene uno mediocre. Risparmiate gli slowplay per mani i valore superiore alla scala.

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