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Strategia per il Poker: Donkbetting

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Sembra essere una regola non scritta quella per cui il giocatore che ha rilanciato preflop deve necessariamente essere il primo a decidere se puntare o no al turn e quanto. Questo giocatore sembra inoltre avere diritto di fare check e vedere così la free card del turn (se è in posizione) o, se ha giocatori che agiscono dopo di lui, ha il privilegio di concedere loro di puntare. L'idea che chi rilancia preflop ha poi tutta l'iniziativa dopo il flop è una regola fittizia che non deve essere seguita in pratica.

In questo articolo ci occuperemo di quel modo di puntare che in gergo si definisce donkbetting nel No Limit Hold'em. Ci sono varie definizioni per il termine donkbet. Per il resto di questo articolo assumeremo che una donkbet è una puntata, piazzata alla street successiva a quella in cui un avversario ha aperto con una puntata o un rilancio, di un giocatore che è fuori posizione rispetto a chi ha aperto. Al flop questo significa che un giocatore fuori posizione punta contro chi ha aperto con il rilancio preflop. Una situazione analoga si può però presentare anche a turn o river. Una donkbet al turn implica che ci sia stato un giocatore che ha puntato al flop e un giocatore che ha chiamato da fuori posizione rispetto al primo. Questo secondo giocatore punta al turn per primo contro chi aveva precedentemente puntato per primo.

Nelle situazioni che tratteremo in questo articolo daremo per assunto che la donkbet è piazzata al flop.

Mini Donkbet

Assisterete a donkbets in ogni tipo di partita e variante. Il termine donkbet può far pensare a qualcosa di negativo, a giocatori incapaci che puntano da fuori posizione contro chi aveva aperto con un rilancio. Quando questi giocatori compiono una puntata di questo tipo ma di ammontare ridotto possiamo parlare di mini-donkbet. Queste si hanno spesso quando il flop viene visto in heads-up. Questi tipi di puntata, spesso del valore di un BB, sono molto piccole rispetto al valore del piatto. Ad esempio, il bottone rilancia a 4BB preflop ed il BB chiama, poi al flop il BB punta 1BB in un piatto da 8.5BB. L'esperienza ci insegna che queste puntate sono quasi sempre segno di debolezza - un tentativo disperato per vincere il piatto. I giocatori che compiono una mossa del genere sono soliti chiamare preflop con una grande varietà di mani e raramente giocano re-raise preflop. Il loro gioco è spesso molto passivo e questo è il modo con cui cercano di vincere il piatto con una mano debole o anche con una mano che non ha legato assolutamente nulla al flop. Le grosse puntate sono troppo rischiose per questi giocatori e chiamare una grossa C-bet è troppo costoso, una piccola puntata sembra quindi la cosa migliore.

Su tutti i boards dove giochereste di solito una C-bet, farete altrettanto con i giocatori che piazzano mini-donkbets. Le mini-donkbets possono essere viste quasi come un semplice check, con una grande differenza: un check è spesso più forte. Finché un giocatore non fa mini-donkbets e poi gioca un re-raise, che è essenzialmente un check-raise, potete assumere che sia una giocata debole. Non c'è pertanto motivo di effettuare una C-bet particolarmente grande in queste situazioni. Limitatevi alla solita C-bet, o magari 1 BB più grande del solito e nel 95% dei casi vincerete il piatto.

Se deciderete di di incrementare il valore delle vostre C-bets in questi casi e il giocatore chiama dopo una mini-donkbet, state attenti perché con buona probabilità siete contro una mano molto forte.

Donkbet senza il punto o con punti mediocri.

Come tutti noi sappiamo, ci sono innumerevoli svantaggi nel giocare una mano da fuori posizione, ma c'è anche almeno un vantaggio: possiamo essere i primi a bluffare. In questo modo mettiamo subito sotto attacco il vantaggio di posizione di cui gode chi ha rilanciato preflop. Se un giocatore standard TAG rilancia e ruba molti piatti, troverà il punto ad un flop con K-8-2 solo in una piccola percentuale di occasioni. Giocare un check-raise qui potrebbe rivelarsi molto costoso se assumiamo di aver chiamato un rilancio da 4BB dal BB. Questo significa che ci sono 8,5BB nel piatto preflop + una C-bet standard da 7BB del giocatore che ha rilanciato preflop per un piatto ora da 15,5BB. Un rilancio a 22BB potrebbe essere piuttosto caro, soprattutto se consideriamo che talvolta potremmo ricevere un call in risposta. Possiamo correggere questa situazione puntando immediatamente contro chi aveva aperto con un rilancio.

Ovviamente una giocata del genere non può essere fatta troppo frequentemente e la frequenza stessa dipende da svariati fattori. Se il vostro avversario è uno tight, bluffate di più. State inoltre attenti al flop. Un flop con una coppia quale J-7-7 o rainbow come K-8-2 avrà dato il punto al vostro avversario molto meno frequentemente di un flop con 10-J-Q suited. State allora attenti a valutare se è il caso di puntare contro quell'avversario se ci sono molti progetti sul tavolo che potrebbero indurlo a chiamare una puntata. Altrettanto importante è ovviamente la vostra immagine al tavolo. Se giocate donkbet ad ogni flop sarete un facile bersaglio per chi sa rilanciare i bluff e per chi gioca rilanci per valore.

Una delle idee che sottostanno al donkbetting è di fare nostra l'iniziativa in quella mano. Giocare una mano da fuori posizione è spesso piuttosto difficile, ma se abbiamo noi l'iniziativa la situazione volge a nostro favore.

Donkbet con un punto accettabile.

Poiché, nel No Limit Hold'em, le dimensioni della puntata possono schizzare in alto all'improvviso, è sempre una buona idea ottenere quante più informazioni possibili sugli avversari il prima possibile. Il vantaggio è che si deve pagare relativamente poco per le informazioni richieste nelle prime streets. In questo modo possiamo spesso evitarci di pagare troppo solo per scoprire di avere una mano perdente. Un modo per ottenere queste informazioni è effettuare una donkbet. Una donkbet in un piatto multi-way porta in genere gli avversari a giocare in modo molto più diretto permettendovi di conseguenza di ottenere subito maggiori informazioni di quante solitamente si recepiscono nelle prime streets. Rilanciando una C-bet con la top pair, spesso non abbiamo idea se il flop ha dato il punto all'avversario o no e, se glielo ha dato, non sappiamo quanto forte è la sua mano. Queste informazioni ci aiutano a risparmiare denaro nelle streets successive foldando alle grosse puntate o puntando per valore al river.

Un esempio:

Strategia per il Poker: Donkbetting 101

Preflop abbiamo una mano decente e chiamiamo da fuori posizione. C'è già molto denaro sul tavolo e abbiamo una buona posizione relativa rispetto a chi ha aperto con un rilancio. Leghiamo la top pair al flop ma quando il nostro kicker è scarso ed il board offre un buon nulero di progetti. Aprendo noi con una puntata, un re-raise ci indicherebbe che qualcuno ha floppato un monster o un progetto molto buono. In genere una puntata in questa situazione incute rispetto. Se subite un rilancio non è così male dato che vi viene praticamente detto che la vostra mano non è buona abbastanza per giocare. Quello che si viene a creare qui è una situazione in cui il raiser iniziale è costretto a rendere pubbliche alcune informazioni in merito alla propria mano, foldando, chiamando o rilanciando. Le possibilità che gli altri due callers abbiano mani forti non sono così grandi dato che si erano appunto limitati al call preflop. C'è sempre, ovviamente, la possibilità che abbiano chiuso un buon punto al flop, ma questo lo scoprirete presto puntando e vedendo se hanno intenzione di continuare a giocare.

Fatta eccezione per il progetto di colore al flop, non restano molti altri progetti. Non ci sono nemmeno tanti progetti combo possibili su questo flop il che rende verosimile la possibilità di non essere rilanciati da un grosso progetto. Aprendo le puntate qui darete la sensazione di essere molto forti rappresentando una mano superiore a quella che avete in realtà. Come risultato di ciò e del fatto che state giocando un piatto multi way pot, non vi troverete spesso a dover affrontare giocatori che provano a bluffare per estromettervi dal piatto. Un call qui significa frequentemente che il vostro avversario o ha un progetto o una piccolo punto chiuso.

Colui che aveva aperto con un rilancio preflop passa e un solo altro giocatore chiama. Come detto sopra, questi giocatori hanno o una piccola mano già realizzata oppure, e più frequentemente, un progetto, specialmente su questo tipo di board. Il turn da {7-Hearts} che ci da un progetto di colore in riserva e mantiene intatta la nostra top pair. Se subiamo un rilancio qui, un fold è ancora probabilmente la cosa migliore da fare. Si presenta un improbabile progetto di scala (6-4), ma è più probabile che il nostro avversario abbia floppato un set o chiamato la puntata del flop con 77. La parte più grossa del range di mani che gioca resta però ancora quello per il progetto di colore. Voi pertanto volete giocare per valore la vostra mano.

Il river è {7-Clubs}, una carta davvero buona. Praticamente tutti i progetti che erano possibili vengono a mancare e una mano forte avrebbe probabilmente rilanciato al flop o al turn. Ci sono quindi pochi motivi per non credere di avere ancora la mano migliore. La cosa migliore da fare in questo caso è il check-call. Per molti giocatori una donkbet è ancora segno di debolezza e molti credono che indichi sempre un progetto. Il vostro avversario potrebbe pertanto pensare di vincere il piatto con un bluff finale - esattamente quello che ha fatto qui.

Il vantaggio di giocare una donkbet qui è che voi ottenete il vantaggio di avere l'iniziativa in quella mano. Se aveste fatto check e tutti gli altri vi avessero seguiti con check, il giocatore al bottone avrebbe sempre puntato il proprio KQs. Con una donkbet ottenete subito molte informazioni che vi serviranno in tutto il corso della mano.

Donkbet con mano marginale + progetto

Strategia per il Poker: Donkbetting 102

In questa mano abbiamo la coppia intermedia con un progetto di colore in riserva contro due avversari molto loose e aggressivi. Giocando donkbet in questa situazione prendiamo l'iniziativa nella mano, propri come nell'esempio precedente, e possiamo decidere la dimensione della puntata. Innanzitutto una giocata del genere, di tanto in tanto, ci sa la possibilità di vincere il piatto senza ulteriori contese. Non è male nemmeno un'eventualità del genere, ma da un avversario loose ci si può aspettare almeno il call. Anche questa giocata ci permette però di ridurre il range delle mani con cui sta giocando. Una mano forte avrebbe forse giocato un rilancio qui, ma una debole o un progetto giocherebbero un call. Scoprirete che il facile call al flop si tramuta spesso in un fold ad una seconda vostra puntata al turn.

Al turn leghiamo la doppia coppia. Se il nostro avversario ha il punto allora la dimensione della puntata non farà una grande differenza. Ma noi vogliamo ora giocare la mano per valore perché nella maggior parte delle occasioni avremo la mano migliore. Una mano come 7-9 è molto improbabile ma ci sono numerosi altri progetti sul tavolo e non vogliamo lasciare a nessuno la possibilità di vedere un river a poco prezzo. Inoltre, una grossa puntata potrebbe sembrare un tentativo per vincere subito il piatto con un bluff per par passare tutti gli altri.

La vostra puntata chiuderà pertanto qui il piatto. Gli avversari con progetti passeranno, mani forti quali set giocati in slowplay e scale rilanceranno e mani quali overpairs continueranno con il call. Il river completa il nostro full. Andiamo all-in per valore e veniamo chiamati da una coppia di Queens.

Un vantaggio del donkbetting è che gli avversari spesso non vi credono e vi mettono con una mano debole.

I giocatori particolarmente aggressivi continueranno a giocare anche dopo le donkbets e oltre nella mano. Ne consegue che alle volte è proficuo giocare donkbet con set e doppie coppie per aspettare il rilancio dell'avversario e vincere il piatto.

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