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Per i Giudici del South Carolina i Giocatori Imputati sono Colpevoli ma il Poker è Gioco d'abilità

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Nell'ultimo di una serie di processi svoltisi a livello nazionale, cinque giocatori di poker della Carolina del sud sono stati trovati colpevoli di violazione delle leggi anti-gambling vigenti nello stato per aver preso parte ad un torneo privato di Texas hold'em a Mt. Pleasant nel 2006. Il verdetto di colpevolezza è stato emesso nonostante il giudice Larry Duffy avesse espresso l'opinione secondo la quale il Texas sarebbe un gioco di abilità e non di fortuna.

Negli atti del processo, il giudice Duffy nota che "pur ritenendo il Texas hold'em un gioco d'abilità come dimostra la grande mole di studi in merito" le leggi del South Carolina in merito al gioco d'azzardo non specificano se la componente di abilità possa contribuire a determinare se il poker in se debba o meno ritenersi gioco d'azzardo. In mancanza di tale chiarezza, il giudice ha concluso affermando di essere "costretto" ad emettere un verdetto di colpevolezza per i cinque imputati e pertanto ha richiesto di "pagare le tasse e le spese previste per tale violazione." Ci si attende comunque un ricorso in appello per cercare di rovesciare questa sentenza.

I cinque uomini — Bob Chimento, Jeremy Brestel, Scott Richards, Michael Williamson, and John T. Willis — sono stati arrestati per aver partecipato ad un torneo di Texas hold'em preparato da Nate Stallings, un impresario che aveva affittato loro la casa in cui la gara si è disputata. Stallings aveva pubblicizzato il torneo su internet ed ha affermato di aver richiesto un buy-in da $20 e un rake per coprire le spese di cibo e bevande. Nel gennaio 2007 Stallings era stato dichiarato colpevole di gestione e organizzazione di gioco d'azzardo e per questa ragione si era trovato costretto a pagare una multa.

Come già successo in altri processi nazionali nei quali sono stati coinvolti giocatori di poker, la difesa ha subito messo in campo il problema abilità - fortuna cercando di sfruttarlo come nucleo centrale del discorso. A sostegno della difesa sono intervenuti il professionista Mike Sexton ed il Dr. Robert Hannum, professore di statistica all'università di Denver. Da quanto riportato sopra, sembra chiaro che lo stesso giudice è stato persuaso del fatto che il poker sia un gioco di abilità. Ha inoltre fatto allusione al processo che lo scorso mese si è concluso in Pennsylvania nel quale il giudice Thomas A. James aveva chiaramente definito il poker quale gioco d'abilità.

La Poker Players Alliance, che aveva contribuito a portare i testimoni in aula, ha espresso cauto ottimismo in merito al verdetto di giovedì commentando però con apprezzamenti la decisione del giudice Duffy di riconoscere le componenti d'abilità nel poker.

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