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Resoconto: convegno di Roma "Poker Anno Uno"

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Ne aveva dato notizia nei giorni scorsi Chiara Nicoli, sempre su pokernews.it, circa la conferenza di Roma del 26 febbraio dal titolo "Poker Anno Uno: All-in. Il mercato è ancora in partita o si è giocato tutto?". In questo articolo cercherò di presentarvi un resoconto sommario della tavola rotonda.

Al convegno si sono ritrovati i maggiori protagonisti del settore per discutere insieme della regolarizzazione del poker in modalità live e delle potenzialità di crescita di quello on line.

La tavola rotonda, proposta da Agicos in collaborazione con l'Aams, è stato il primo appuntamento organizzato dopo la conferenza del luglio scorso. Numerose sono state le adesioni e gli interventi sia da parte degli operatori italiani che esteri. Nella prima sessione sono intervenuti i maggiori rappresentanti delle federazioni italiane di poker sportivo: Figp, Fipos, Fith, Aigp e Italian Rounders. Tutti hanno sottolineato con forza, anche se con sfumature differenti, la valenza sociale ricoperta dal poker sportivo e la necessità di arrivare quanto prima ad una regolamentazione chiara ed univoca del poker live. Il presidente di Figp, Isidoro Alampi, ha riconosciuto nel suo intervento quanto sia importante il legame tra il poker live e online.

Secondo Alampi i due settori si compenetrano senza alcun problema e le federazioni dovrebbero accordarsi per evitare scontri in modo da arrivare unite al dialogo con le istituzioni. Michele Aduani, in rappresentanza della Fipos, ha evidenziato con il suo intervento la valenza sociale del poker sportivo: "Non c'e solo il sogno di Las Vegas e basta. Ci sono soddisfazioni differenti che non sono legate al denaro, parliamo di poker sportivo. Noi giochiamo sportivo chiedendo permessi. Quindi chiediamo paletti in cambio di tutela". Per Luca Antinori, rappresentante dei circoli indipendenti, la questione della legalità sarà il punto su cui ruoterà il futuro dei circoli: "Le federazioni non sono state riconosciute e si sono auto elette al ruolo di tutela. Essere affiliati ad una federazione non serve a nulla e lo vediamo nei fatti di cronaca. Occorre un quadro normativo che riconosca le varie realtà sportive".

Luca Pagano, presidente Fith, ha parlato in termini positivi dei grandi passi in avanti fatti in questi anni, e pur riconoscendo la mancanza di unità delle federazioni né ha imputato gli errori alla giovinezza che il movimento di poker sportivo italiano sconta.

"Il vero mercato scatterà, ha detto Luca Pagano, quando arriverà anche quella del gioco live".

Il presidente di Italian Rounders, Domenico Tresa, è intervenuto evidenziando l'importanza del legame tra i mercati dell'on line e live: "Se anche il poker live dovesse ricevere regole certe questa situazione alimenterebbe il mercato on line e viceversa. Le piattaforme punto it hanno prodotto un gran numero di nuovi appassionati che poi si riversano nel live dove troveranno un gran momento di conclusione. Tutti gli operatori, federazioni, network come noi, casinò e giocatori e aziende dell'on line devono ragionare insieme per raggiungere obiettivi comuni".

La seconda parte del convegno è stata caratterizzata dagli interventi sul gioco on line. Il dibattito si è sviluppato su tre direttrici: gioco transfrontaliero e apertura al gioco con utenti esteri, introduzione del cash game e non solo della modalità torneo, repressione del gioco illegale. Hanno partecipato a questa discussione i maggiori leader del poker on line: Sisal Poker, Gioco Digitale, Microgame, Pokerstars e Mag.

Luisella Baretti, di Sisal Poker, ha parlato della liquidità internazionale e del cash game come di un'opportunità di crescita: "Essere partiti con una tipologia di gioco che protegge il giocatore è stato importante. Dopo questa fase dobbiamo, però, dotarci delle stesse armi dei siti punto com altrimenti saremmo svantaggiati in partenza". Prudente invece l'apertura di Gioco digitale, con l'intervento del suo presidente Carlo Gualadri, verso il gioco on line transfrontaliero.

Per Gualadri, occorre accordarsi solo con i paesi normati e in regola come l'Italia, per poi accettare la liquidità internazionale. Fabrizio D'Aloia, presidente di Microgame, è intervenuto sottolieando come la tassazione italiana sia troppo elevata e applicata al buy in piuttosto che al profit generato: "Si apriranno le frontiere solo quando i prodotti italiani saranno competitivi, quando la tassazione sarà simile a quella dell'estero e quando potremmo identificare i giocatori esteri". Di tutt'altro avviso è stato l'intervento di Bufalini, country manager di Pokerstars per l'Italia: "Vanno cambiate molte cose. Era giusto partire in questo modo, ma dobbiamo assolutamente inserire altri strumenti perché l'Italia è uno dei mercati principali del mondo e noi siamo voluti entrare proprio per questo motivo ma con la speranza di progresso e apertura a nuove forme di business. Non sono d'accordo nella chiusura rispetto alla prospettiva di crescita internazionale. Fermarsi alla sola liquidità nazionale, pur giusta in questa fase, mi sembra una scelta anacronistica".

Per Giovanni Carboni della Mag, società di consulenza del settore giochi, i risultati finora ottenuti sono stati ragguardevoli ma guardare al futuro è diventata una priorità: "Il mercato si può alimentare ancora grazie all'ingresso dei grandi operatori che vengono dal dot com e che porteranno vento di innovazione e anche più comunicazione come Pokerstars, Party Poker, Everest, Pacific 888 e Ladbrokes".

In attesa di conoscere come va a finire il voto del Senato sulle nuove disposizioni in materia gioco on line e poker terrestre, previsto in questi giorni, si può dire che il convegno sia servito ad aprire una nuova fase di discussione utile a tutto il movimento pokeristico italiano.

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