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Politica e Poker: Di nuovo Online nel 2010?

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Politica e Poker: Di nuovo Online nel 2010? 0001

Ricordate "Schoolhouse Rock" sulla ABC ed il suo brano, "I'm Just a Bill," che mostrava come un decreto di legge diventa legge? Erano tre minuti di genialità Disney ed è stato il modo in cui la maggior parte dei bambini alla fine degli anni '70 e agli inizi degli anni '80 ha imparato qualcosa del Congresso e del processo legislativo. C'era un eccezione piuttosto accurata, forse, il lobbista veniva mostrato soltanto per 2,45 secondi nel clip mentre usciva dal Congresso con il decreto approvato; avrebbe dovuto avere un ruolo artistico più lungo e importante!

L'Unlawful Internet and Gambling Enforcement Act (UIGEA) era un decreto tremendamente disonesto. La sua approvazione ha mostrato i risultati di una sfacciata finezza legislativa, finezza che solo un membro legale della Commissione poteva amare. La sua finezza stava nella sua semplicità. Inserire un emendamento in un decreto che avrebbe messo i Democratici, che tentavano di difendere la nazione, con le spalle al muro, appena prima di un'elezione, dove un voto contro il decreto stesso sarebbe potuto essere usato contro i Democratici nel successivo turno di elezioni.

Il guerriero del 6° secolo Sun Tzu, che scrisse il classico trattato "L'Arte della Guerra", ne sarebbe stato orgoglioso. Attaccare il tuo nemico nel suo punto debole (difesa della nazione) prima di una elezione del Congresso in cui la tua fazione se la sta cavando male. Questa è una moderna strategia di guerra e non c'era modo, con il controllo del Congresso così vicino, che i Democratici potessero rischiare di votare contro. Infatti non l'hanno fatto.

E' così che funziona a Washington.

Un'altra caratteristica di Washington: se non ti piace qualcosa, non attaccarla direttamente ma permetti ai tuoi avversari di organizzare una difesa contro il tuo attacco frontale. Un atto in cui il Congresso rende illegale i giochi su internet non potrebbe mai funzionare con i mercati globali. Invece, coloro che sono contro l'online gambling hanno attaccato il sistema di pagamento utilizzato. Divieti assoluti costringono la World Trade Organization a sanzioni e processi. I legislatori potrebbero giustamente dire, "non abbiamo vietato il gioco su internet."

Era passata mezzanotte di un Venerdi sera in ottobre, quando il Congresso ha lasciato la città al termine dei lavori. Coloro che cercavano di opporsi al gioco via internet – composti da potenti proprietari di sale locali e casino indiani, ironicamente guidati dal gambler e futuro candidato alla presidenza John McCain e dall'attuale lobbista galeotto Jack Abramoff – hanno clandestinamente camuffato il linguaggio della port security bill. Poi se ne sono andati al bar per un cognac ed un sigaro ed hanno celebrato un'altra abile mossa dei loro clienti.

Gli oppositori dell'UIGEA hanno seguito le linee del partito (i Repubblicani erano in maggioranza) e qualche Democratico conservatore, temendo una reazione sociale violenta se avessero bocciato un misura di sicurezza nazionale critica, hanno stretto i denti ed hanno votato a favore. La Federal Reserve aveva ricevuto l'ordine dall'uscente Amministrazione Bush di applicare le regole dell' UIGEA prima della transizione. La comunità dell'online gaming e le banche erano furiose e la Casa Bianca di Bush sapeva non si poteva fare nulla nel mezzo di due Guerre, una crisi economica, quella dei mutui ipotecari, il dibattito sulla tortura ed il crollo del'industria automobilistica. Erano convinti, a ragione, che tutto questo sarebbe passato in valutazione con maggiore urgenza.

Per cui riportare all'attenzione questo argomento legislativo richiede un lavoro di mano altrettanto impeccabile. Barney Frank e Ron Paul hanno scritto e pubblicizzato un veloce e buffamente incompiuto decreto durante l'anno legato alle elezioni del 2008. Sapevano di non avere speranza fin dall'inizio, tuttavia avrebbero potuto dire, "Hey, ci abbiamo provato. E' tutta colpa del Team di Bush." Ed invece lo hanno fatto, hanno posto le basi di un dibattito che ha permesso loro di andare avanti fino all'ultimo decreto.

Un'azione diretta è pericolosa perché bisogna essere audaci. Il famoso telefilm inglese degli anni '80, "Yes, Minister," mostrava una immagine ostile ai cambiamenti e politicamente scorretta di un imbranato Ministro di Gabinetto. Sir Humphrey Appleby descriveva sempre queste azioni come esempi da non seguire in ogni circostana in cui si richiedeva "audacia". Era un messaggio con il quale egli auspicava la sconfitta del Ministro alle elezioni. In queste condizioni, l' "audace" decreto di Frank e Paul non è mai passato in commissione.

Ma nel 2009, con un nuovo mandato ed il controllo da parte dei Democratici di entrambe le camere, Barney Frank è tornato al suo progetto ed ha proposto due decreti per contrastare l'UIGEA. Il primo l'Internet Gambling Regulation Consumer Protection & Enforcement Act (IGRCPEA – ci vorrebbe sicuramente un acronimo migliore!), avrebbe stabilito una regolamentazione federale ed una precisa struttura applicativa dell'online gaming.

Il Presidente della Commissione Frank vuole che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che è già subissato di lavoro e molto potente, essendo pesantemente coinvolto negli sforzi per risanare le sorti dell'industria automobilistica e del TARP, abbia l'autorità di regolare, tassare e elargire licenze agli operatori che si occupano dell'Internet gaming. Secondo questa legge, il Dipartimento avrebbe anche la capacità di revocare e terminare le licenze di operatori che violano la legge. Il decreto suggerisce anche le multe ed altri eventuali provvedimenti.

Fondamentalmente approva l'online gaming ma corredandolo di una struttura regolativa per generare degli introiti erariali. Il decreto permette anche agli Stati singoli di reclamare una autorità simile per ottenere delle tasse statali dal gioco.

Il secondo decreto è quello "audace" . Qui, Frank auspica un congelamento e propone di sospendere immediatamente l'applicazione delle regole dell'UIGEA messe in atto dall'Amministrazione Bush, perchè queste cambierebbero ancora se questo decreto dovesse essere approvato… e tenta di sparare un duro colpo verso il Repubblicano Spencer Bachus, del 6°Distretto dell'Alabama. Bachus si è erto a capo oppositore dell' online gambling in ogni sua forma, diventando famoso per la sua lotta continuata. Questo moderno Battista Biblico ha sponsorizzato la legislazione ed i voti contro qualunque dei decreti che riguardano i giochi online.

Bachus si è già preparato per contrastare l'"audace" decreto di Frank e, come sempre, la chiave di volta si avrà se Frank riuscirà a schierare i "Blue Dog", la coalizione di Democratici conservatori, al suo fianco. Ben Nelson del Nebraska e Evan Bayh dell' Indiana hanno già fermato la loro squadra contro i mutui ipotecari nel Congresso Democratico, facendoli diventare sostenitori della loro campagna lobbista. Faranno lo stesso anche qui per placare le acque o per schierarsi con i Repubblicani? Tutto è possibile ed è difficile prevedere dove e quando ciò finirà.

Gli stati individuali tendono a prendere provvedimenti definitivi prima che il decreto passi attraverso il Congresso, ora che intravedono una base giuridica e hanno speranza di colmare i buchi nel budget. La California, che avrebbe dichiarato il fallimento a Luglio, è solo un esempio di Stato dove si gioca a poker online.

Quindi tenete lo champagne al fresco; dobbiamo aspettare Novembre prima di ottenere questo cambiamento. Poi il processo delle regole comincerà e questo può portare un altro anno alla ribalta. Per cui "Di Nuovo Online nel 2010," potrebbe essere uno slogan che funziona – basta inserire "Non siamo sicuri in quale momento del 2010" nel sottotitolo.

Sono diretto a Capitol Hill la prossima settimana dal regno Unito, per incontrare i membri del Congresso, lo staff della Commissione e i lobbisti principali e vi riporterò gli aggiornamenti dalla prima linea.

Ndr: Il collaboratore ed articolista Denis Campbell ci regala uno sguardo indipendente e pieno di esperienza sulla scena politica del poker. Campbell in passato ha lavorato a contatto con segretari di Gabinetto dell'Amministrazione di Carter e Clinton, Ambasciatori e membri del Congresso. Scrive dei commenti sulla politica americana ed inglese per la BBC e Huffington Post, ed è attualmente redattore capo dell' UK Progressive Magazine. Qui, Denis offre il suo punto di vista sui problemi che affliggono il poker. Le idee di Denis non riflettono necessariamente quelle di PokerNews.

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