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Strategia per Sit'n Go - Parte 3

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Come già detto è importante la scelta della strategia di gioco sia in relazione agli avversari che abbiamo di fronte quanto relativamente alla fase di gioco in cui ci troviamo: nei sit, infatti, l’aumento dei blinds è così rapido rispetto a un torneo multitavolo da costringerci a cambiare strategia rapidamente all’interno della stessa partita.

I primi livelli, dove l’M (ovvero il rapporto tra il proprio stack e i blinds comprensivi di ante ove vi sia) è sufficientemente alto, ci consentono un approccio più “morbido” a dispetto della parte conclusiva della partita dove le nostre scelte saranno spesso forzate per sopravvivere alla crescita dei bui. All’inizio, come già detto, è possibile scegliere una strategia propria e non esiste una linea guida che ci può garantire di avere successo assoluto in questo tipo di competizione. Eccedere nei rilanci nella fase iniziale non è spesso l'idea migliore, a meno di possedere una mano forte: si guadagna poco se tutti foldano, si rischia molto se c'è nel tavolo una propensione a chiamare, cosa abbastanza frequente nelle fasi iniziali di un sit&go. Proteggiamo le mani forti, anche con raise 4x, ma per il resto adeguiamoci al tavolo e alla posizione, per quanto riguarda aggressività e selezione delle starting hand.

Col trascorrere dei minuti, oltre alla necessità di essere dinamici e quindi di adattare la propria strategia all’aumento dei blinds, ci si troverà in alcune situazioni perlomeno particolari, la prima delle quali è la zona bolla. Questo è il momento chiave del torneo poiché decide chi andrà a premio e chi resterà a mani asciutte, pertanto in questa fase topica si deciderà se raggiungeremo il nostro obbiettivo minimo (oltre al divertimento) oppure no.

Come va affrontata questa situazione? Anzitutto dipende dalla generosità del nostro stack: l’essere il più short del tavolo non ci mette certo in una buona posizione, ma non bisogna mai disperare; l’importante è effettuare la giusta scelta per andare all in (dato che, essendo short, le due uniche azioni plausibili sono solitamente “push” o fold) quindi non essere troppo avventati, dato che potrebbe essere qualche vostro avversario ad uscire dal torneo primaì e far così “scoppiare” la bolla, ma nemmeno permettere che i blinds riducano il vostro stack a zero.

Tutto cambia, però, se siete in average (ovvero possedete uno stack medio) o addirittura il chip leader. In questo momento, infatti, il vostro obbiettivo non sarà più solo quello di ottenere la leadership del tavolo ma sarà necessario adoperarsi affinché qualcheduno venga eliminato rapidamente (solitamente la vittima predestinata sarà il player con meno chips). Al fine di raggiungere questo obbiettivo sarà utile creare una sorta di cooperazione con gli altri concorrenti, soprattutto nel momento in cui il più short decide di andare all in.

Infatti se uno dei vostri avversari decide di fare semplicemente call nella situazione precedentemente indicata bisogna leggere quest’azione come un invito ad entrare nel piatto, quando il nostro stack lo permette, ben consci che le probabilità di eliminare “l’anello debole” sono più elevate maggiore è il numero di players coinvolti. Chiaramente bisogna avere una mano discreta, come ad esempio dei suited connectors, e valutare che questa chiamata non comprometta, in caso di vittoria altrui, la nostra posizione nel torneo.

In una situazione simile c’è anche una prassi nel gioco postflop: solitamente tutti i giocatori ancora in grado di fare azione checkano fino al river in maniera da valorizzare tutte le possibili combinazioni che il board può creare; un’azione di stealing in questo caso risulta essere decisamente errata dato che comunque dovremo arrivare allo showdown col il giocatore che ha mandato i resti in precedenza in quanti più possibile per cercare di eliminarlo. Chiaramente se fossimo in possesso di una monster hand il mio consiglio è quello di overpushare preflop per isolare l’avversario più debole e togliendo la possibilità agli altri partecipanti di scoppiare la vostra mano.

Una volta superata la bolla le situazioni di gioco mutano nuovamente: i giocatori medi, sentendosi già appagati dall’essere arrivati “in the money”, tendono generalmente a giocare tutte le loro restanti chips in maniera più allegra. Non bisogna scomporsi quindi per i frequenti rilanci dei vostri avversari e mantenere il più possibile la concentrazione come nelle fasi precedenti: consiglio quindi di giocare in maniera solida e attendere il momento più propizio per sottrarre tutte le chips ai vostri avversari.

L’ultima fase che si affronta in un sit’n’go è quella dell’ heads-up. La situazione non è semplicissima dato che non si tratta di un testa a testa normale visto che sicuramente il valore dell’ M sarà bassissimo e quindi i vostri stack, per quanto generosi possano apparire, risulteranno troppo esigui rispetto all’imponenza dei blinds. Tendenzialmente in queste situazioni è importante rubare più bui preflop possibile sapendo che con un paio steal si può ribaltare una situazione che vi vedeva partire come sfavoriti.

Tutto questo sarà possibile se il vostro avversario non dimostra particolare aggressività; se non fosse così e fosse il vostro antagonista a mettervi sotto pressione la cosa migliore è pushare direttamente i suoi raise appena siete in possesso di una mano appena decente: è probablile che l’avversario rilanci con un mani casuali e quindi spesso molto deboli, dandovi una fold equity (ovvero la probabilità che il nostro avversario foldi ad un nostro bet/raise messo in relazione con il guadagno in chips che otterremmo da questo fold) molto alta.

Alternativamente potrete anche decidere, se il vostro avversario lo permette, di entrare nei piatti limpando: subito al flop però consiglio di fare sempre un puntata adeguata, ma che non vi renda “committed” al piatto, indipendentemente che il board sia benevolo o meno, costringendo così il vostro nemico a foldare se non ha centrato nessun punto. Bilanciate però questo tipo di azione con dei check-raise e delle value-bet quando vi sarà possibile, altrimenti rischierete di essere tribettati spesso e quindi costretti ad un fold spesso spiacevole.

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